domenica 2 dicembre 2012

Troppi eVenti

*Sniff * il primo raffreddore di stagione (con otite annessa) si è fatto sentire. Oggi ho battuto la fiacca. Ho disegnato un po' e ho tentato di capire che sarà di me il prossimo weekend. Non molto, se continuo a stare così male.
L'atteggiamento di medici e farmacisti non aiuta: cercano in continuazione di rifilarmi rimedi omeopatici (cioè placebo) per qualsiasi cosa. Pure le supposte (giuro!)
Chissà se hanno qualche interesse economico nel farlo, o se sono proprio creduloni...
Io e Leu oggi cercavamo di capire cosa fare per il weekend. Da lui giovedì è festa, quindi ha un enorme ponte che va dal 6 al 9.
Ci sarà un incontro poli l'8,  ma ultimamente siamo stati troppo in giro e forse sarebbe più saggio starcene tranquilli per conto nostro. Però io mi sento molto triste all'idea di non andarci, perché ci sarà Lu e mi piacerebbe rivederlo. Lui è quello che io vedo di meno, e ogni volta che è in nord-italia vorrei poterlo andare a trovare, anche se so che sarà con tutti gli altri suoi partner e non avrà tempo per me.
E anche se riuscissi ad andarli a trovare, soffro per Moreno, che è quello di noi 4 che può spostarsi di meno.
Mi trovo a dover scegliere tra:
- stare a casa e far venire Leu a trovarmi,ma non poter vedere Lu, o
- andare all'incontro poli con Leu e vedere di sfuggita Lu per qualche ora, ma non poter stare con Moreno.
"Amore, dai precedenza a quelli che vedi di meno" mi dice il mio principe puzzone, mentre mi asciuga le lacrime dagli occhi.
C'è poco da fare, Moreno il titolo di "ninja" se lo merita tutto.
Spero che le cose cambino presto. Spero che un giorno si possa andare tutti a vivere insieme, o per lo meno nella stessa città...

sabato 1 dicembre 2012

NOVITA' PER IL 2013 (ma se riesco anche un po' prima)

Ciao ragazzi, sono b (o Kat, se preferite).
In questi giorni sto cambiando un po' di cose sul blog. Spero si riveleranno dei cambiamenti in positivo!


Sono sempre stata bloccata dalla paura di non avere abbastanza tempo ed enegrie per scrivere cose abbastanza interessanti o accurate su questo blog, e così l'ho abbandonato a sé stesso per diversi mesi.


Come forse si potrà notare dagli ultimi 3 post, ora ho cambiato approccio, e ho deciso che, se voglio davvero scrivere, dovrò farlo quando ne ho voglia, invece di trattenermi perché non so se ho cose abbastanza importanti o utili da dire, o se avrò tempo e voglia di correggere e tradurre ogni singolo articolo. 

Insomma, se aspettassi il momento giusto per scrivere, potrebbe non arrivare mai. Quindi da adesso in poi andrò a ruota libera.

L' idea è scrivere qualcosa ogni volta che mi passa per la testa del materiale da blog. Senza salvare la bozza, senza farla leggere da tutti i miei partner per l' ok, e senza correggerla prima di pubblicarla.
Se noterò problemi o errori, posso sempre correggerli dopo. Niente è inciso sulla pietra, tanto meno i post di un blog fatto di pixel ed emozioni spesso effimere come la foschia mattutina.
Quindi mi scuso se troverete più errori del solito, e vi prego di segnalarmeli. Ve ne sarò grata!


I cambiamenti più immediati dei miei post saranno:


Lunghezza: Cercherò di contenere la mia logorrea non oltre le 2000 battute, specie se devo esprimere concetti un po' ostici, e spezzare in più post gli argomenti troppo lunghi (con alcune eccezioni- ad esempio questo post conta 3500 e rotte battute).


Frequenza: Vorrei scrivere almeno un piccolo pensiero ogni giorno, o quasi. Come mi hanno fatto notare, ho le energie per farlo, visto che ogni giorni mi prodigo in fior di commenti sul gruppo di discussione italiano di facebook.
Quindi non ci sono scuse!
A volte prenderò spunto proprio da discussioni nate lì, citandone le fonti quando possibile (fottuta privacy...)
"Un post al giorno" non è una regola, è solo un limite a cui aspirare ma che non verrà mai veramente raggiunto, quindi non aspettatevelo.


Non posterò nelle seguenti occasioni:
-Quando starò troppo male per scrivere. 
Se potrò, scriverò una cosa breve stando a letto, se no neanche quella.
-Quando posterà un altro autore del blog. 

Non mi piacciono le sovrapposizioni, e l'ideale per me è non avere né più ne meno di un post al giorno. 
Se entrambi avremo qualcosa di importantissimo da dire, proprio lo stesso identico giorno, preferisco posporre il mio intervento al giorno dopo, piuttosto che scriverne due.
-Quando sarò lontana da un qualsiasi pc per un qualsiasi motivo (se sono in viaggio, in campeggio, in opsedale, o sarò troppo presa da situazioni irripetibili per accendere un pc). Ovviamente cercherò di avvisare prima!
-Quando mi prenderò un giorno intero di tempo per disegnare (ciò comporta che io sia ispirata, quindi non succederà molto spesso).

-Quando sarò impegnata a tradurre il blog dall'italiano all'inglese e viceversa.

BONUS: Per ogni periodo in cui non potrò postare, cercherò di pubblicare almeno un'immagine di gattini per farmi perdonare!(o chiederò a Moreno di farlo)

In futuro vorrei anche aggiungere delle illustrazioni ai miei post. Ilustrazioni colorate dei personaggi di LFIT fatte da me, possibilmente ad acquerello o tecnica mista.
Per quest' ultimo proposito ci vorrà più tempo, perché al momento non ho uno scanner decente e uploadare le immagini diventerà un po' complicato. Per i motivi detti sopra, però, non aspetterò di avere le illustrazioni, per pubblicare. Mi limiterò a postare gli articoli privi di immagine, e quando sarò ispirata mi prenderò un giorno o due per disegnare. 

Vi avviso perché potreste scoprire che, dopo aver letto post per una settimana, ora anche quelli vecchi di anni hanno delle immagini. Spero di non creare troppo disagio.
Più in là reerò un album apposito sul mio deviantart e sulla fan page di facebook.

Per ora è tutto, per quanto riguarda il blog. Altre info riguardanti il fumetto, invece, cercherò di darle appena avrò capito io stessa cosa sto per combinare!

Baciozzi

b


venerdì 30 novembre 2012

L' Altra Famiglia

Oggi ho parlato al telefono con la mia famiglia di origine.
Sono mesi che non li sento...
Mi sento sempre un po' orribile per aver smesso di cagare i miei parenti, ma la mia famiglia è sempre parecchio incasinata.
Io al momento non posso essere di aiuto a nessuno, e i miei rapporti con loro sono un po' complicati. 
Però devo ammettere che, da quando vivo altrove, c'è molta meno tensione, e avendo poco tempo insieme, non lo passiamo più a discutere e litigare o a imporci cose, ma cerchiamo di ricavare sempre il meglio (nei limiti del possibile).

Nonna è ormai quasi del tutto sorda. Le nostre conversazioni telefoniche consistono sempre in mezz'ora di:
"Pronto, ciao nonna, mi senti?" "Pronto? Pronto c'è qualcuno??" "PRONTO NONNA, ORA MI SENTI??" 

...e cinque minuti di: 
"AH! Ciao, come stai?" "Io bene grazie, e tu?" "Pronto? Pronto non sento più niente" "HO DETTO BENE NONNA, E TU???" "*borbottio* Mah, secondo me questo cellulare è rotto..." "(sigh...)"

Mamma è sempre la solita, ogni volta che vado a casa si offre di portarmi in giro per ospedali a fare check-up completi e venire in camera a farmi il consueto prelievo di sangue delle 5 di mattina, per poi volare in ospedale per il turno delle 6.
"Così mi risparmio l'imbarazzo di svenire in ambulatorio e posso svenire comodamente a casa mia nel mio letto"
Mi dico sempre scherzandoci un po' su.
Ormai è una specie di rituale, una cosa che faccio con mia madre, un modo per lei di prendersi cura di me. 
Le altre ragazze (quelle considerate "normali" dai "normali") vanno con la mamma a fare shopping, o dal parrucchiere per la messa in piega,  o a farsi la manicure insieme.
Io faccio il giro dei controlli medici.

Fratello è nettamente migliorato negli anni.
Da piccoli litigavamo sempre per cazzate, ora invece va alla grande.
Parliamo sempre di cose molto stimolanti, e ora che non c'è più tanta tensione tra noi, ci siamo accorti che abbiamo anche molte cose in comune. (Non solo io e lui, ma lui e i miei partner. Infatti è un peccato che non si possano frequentare di più!)

Abbiamo parlato un po' di idroponica, di casa dove siamo cresciuti che pare sia piena di amianto (evviva!), e poi siamo finiti a parlare di videogiochi, di come siano saliti i prezzi e di come l'industria punti sempre più a cercare di farti essere online anche per dei singleplayer del cazzo, in modo da contrastare l'abitudine a scaricare e crackare (ormai chiunque sappia accendere un computer può farlo, non serve manco più essere esperti). Mi ha speigato che ora preferisce giocare con giochi vecchi o della VALVE, o giochi un po' più "di nicchia", come Minecraft.
(Insomma, i bei tempi di Bioshock, Fallout e Crysis sono finiti.)

Mentre lo salutavo, gli ho detto che forse sarei riuscita a passare per la Befana o poco dopo, e ho aggiunto che avrei portato con me un partner, se possibile. Ottieni sempre effetti buffi quando dici ai monogami che porterai UN tuo ragazzo invece DEL tuo ragazzo...
Questo è stato, grossomodo, il nostro scambio:

Io:"dai, allora vengo a gennaio e se riesco vengo con leu, così ve lo presento!"

Lui: "...chi?"

Io: "Leu, il mio altro ragazzo di Milano."

Lui: "Ah... Ma come! E allora come va con Moreno? Ma State ancora insieme?"

Io: "...beh, sì. Con lui va tutto bene, perché?"

Lui: "Ma non è geloso di Milo??"

Io: "Chi??"

Lui: "Milo, quello di Milano!"

Io: "....Si chiama Leu."
Lui: "...Ah. Beh, e non è geloso?"

Io: "No, Moreno gli vuole bene, lo considera un amico. Perché?"

Lui: "Minchia, ma come fate??"

Io: "Boh...?"

Lui: "......"
*urla di Mamma in sottofondo che dà pastiglie a Nonna*

Li rivedrò presto, spero non più tardi di metà Gennaio.

Ci sarà da divertirsi....




giovedì 29 novembre 2012

DIVISA PER ZERO

Mi sento divisa in due, spaccata a metà. Credevo fosse una cosa che solo i monogami provano, e che essere poli portasse solo a sentirsi amare di più. Invece, ora che ho stabilito una relazione continuativa con i miei due partner fissi, mi trovo a sentire continuamente nostalgia di casa. Non di casa in quanto "tetto sopra la testa" , ma di quel luogo dell'anima in cui ti senti al sicuro,fra braccia amate e conosciute. E anche aver ripreso i contatti con Lu, in un periodo in cui non può dedicarmi molto tempo e senza mai avere occasione di ricucire, aumenta il mio senso di scissione...
Sento nostalgia di una "famiglia" che al momento è sparsa in giro per l'Italia. 
Mi sento divisa, ma non come i mono che devono scegliere e provano questo dilemma. Io mi sento divisa proprio perché, non avendo questa imposizione, posso intrattenere tre relazioni contemporaneamente, ma il mio corpo resta soltanto uno. 
Vorrei poter stare con tutti i miei partner, tutto il tempo. 
Certe volte invidio un sacco il dr. Manhattan (ma non per il suo pisellone blu) ....

mercoledì 28 novembre 2012

Troppo Impegnativa


L'altro giorno, seduto sul suo letto,vicino a me, Leu mi guarda e mormora, pensoso: "stai diventando troppo impegnativa, gatta"

Ogni volta che salta fuori un discorso del genere ripenso alla fuga a gambe levate di RestiamoAmici, il mio ex che, quando mi hanno ricoverata in ospedale, ha chiamato mia madre e l'ha fatta venire su dalla Liguria perché lui doveva tornare a lavorare a Milano.
ovviamente si chiama RestiamoAmici perché da allora è sparito nel nulla.
O quell'altro mio ex che (poverino, non lo biasimo!), quando ho cercato di suicidarmi, mi mandava via e mi diceva di andare a confidarmi con la ragazza di mio fratello, una persona che avevo perso di vista dopo il liceo e che difficilmente avrebbe potuto aiutarmi.

"Sono troppo impegnativa e prima o poi tutti cercheranno di sbolognarmi a qualcun altro.
questo è quello che la parte bacata del mio cervello continua a ripetermi.

L'altra mi dice che stavolta è diverso, che Leu e Moreno sono forti, sono innamorati, e non vogliono lasciarmi sola. E che non dovrà sempre essere così. Non sarò per sempre un peso. Non sono nel limbo, sono nel purgatorio in attesa di giudizio. Sono in fila per il Paradiso... Un giorno starò bene, sì sì. Starò meglio!
La verità è che non lo so se starò meglio davvero o se peggiorerò, né so se alla lunga le persone si stuferanno di me o meno.
Vivo nel buio.
Non ho idea di cosa sarà di me e non ho le forze di pensare al futuro. Ma nonostante tutto, amo i miei partner e sono felice come mai prima d'ora. 

Mi chiedo per quanto tempo mi verrà concesso di esserlo. 
Ogni giorno è un dono, se sai che potrà finire.

martedì 27 novembre 2012

(IM)MOBILITÀ

È il mio turno, dopo circa 14 numerini, venti minuti e un modulo confusamente compilato durante l'attesa.Guardo la signora dell'ufficio dritto negli occhi, un po' dispiaciuta e un po' imbarazzata per quello che sto per dire, ma sto imparando a essere onesta anche con gli impiegati degli uffici pubblici. Mentire sottrae loro informazioni utili ad aiutarti, e non ti protegge perché tanto con un controllo puoi essere sbugiardato in qualunque momento. E per quanto gli impiegati di strutture pubbliche siano parte di un sistema che io odio, non ne sono la testa. Non hanno interesse a far funzionare il sistema più di quanto un criceto abbia interesse a stare in una gabbietta ben chiusa. Ci stanno dentro, e devono pur mangiare anche loro.
Con questo pensiero nel cuore, prendo un bel respiro e apro bocca: "salve... Io devo dirle subito che non cerco propriamente lavoro. Cioè, magari lo trovassi! Ma la verità è che non so se sono in grado di lavorare.il mio medico mi ha detto di fare l'esenzione del ticket perché sto spendendo troppo in cure mediche (60€ di solu esami del sangue a luglio), e dall'ufficio dell'ASL mi hanno mandata qui."
La signora mi guarda un attimo perplessa, mi fa la (immagino) solita tiritera che si deve fare in questo caso ai "furbetti" che si credono di poter vivere a spese dello stato senza dover lavorare "eh,sì però qui al collocamento si viene per lavorare, non per avere sgravi fiscali..." Ecc. Ecc.
In realtà alla fine si mostra molto comprensiva, alla fine conveniamo che il sistema è buggato e che, paradossalmente, se avessi qualcosa di più grave (faccio le corna), avrei diritto all'invalidità.
Invece sono troppo sana per vivere a spese dello stato, ma non abbastanza per mantenermi da sola. Sono ora parte di quel limbo di persone di cui nessuno può farsi carico. Tranne quel povero sfigato che la ama e si lascia usare ( o almeno è così che credo ci vedano, da fuori, a me e Moreno).
Qualcuno ha deciso che non sono abbastanza malata. Eppure gli svenimenti, i crampi, e la (new entry!) sensazione di non avere un corpo, dal diaframma in giù, p
er non parlare del dolore dopo il sesso che va beh, ormai... tutti questi sono problemi reali. 

Talmente reali da influenzare le mie relazioni. 
E da farmi sentire come un peso morto

mercoledì 18 luglio 2012

Il Gioco della Gelosia

Leu ed io parliamo moltissimo, è uno dei ragazzi più chiacchieroni che abbia mai avuto. Mi sento quasi come se avessi di nuovo un'amica del cuore, quando sto con lui. 

Durante le nostre chiacchierate, ogni tanto lui si lancia in quello che io chiamo "Il Gioco della Gelosia" :

Lui inventa una situazione ipotetica (di solito una situazione che se ribaltata potrebbe farlo ingelosire) e mi chiede come mi sentirei o cosa farei in quel caso. 
Io cerco di rispondere, immaginandomi la situazione e immedesimandomi il più possibile.

Lo scopo del gioco è trovare qualcosa che faccia ingelosire Beatrice.

L: "cosa faresti se mi sentissi fare l'amore con un'alta persona nella stanza accanto?"
B: "In che senso? Beh, se mi invitassi a casa tua appositamente per vederci e poi saltasse fuori all' ultimo momento che c'è anche un'altra ragazza e io 
 per vederti dovessi aspettare che tu abbia finito con una che non conosco saltata fuori dal nulla all'ultimo momento, penso che mi incazzerei!"
L: "beh sì ma quello che c'entra... Io dicevo una situazione come quella che ha fatto ingelosire Luca!"
B: "Ah! Beh, allora penso che sarei contenta per te."

L: " e se io uscissi per i Navigli con Tipa X invece che con te?"
B: "Boh? A me i Navigli fanno cagare!"

E via dicendo...

Di solito il gioco si conclude con Leu che dice qualcosa tipo: "Ah! Visto? Tu non sei mai gelosa!" e io che cerco goffamente di convincerlo del contrario. 
Gli spiego che sì, anche io sono insicura o gelosa, portando degli esempi della mia vita di tutti i giorni. 
"Sì ma quella non è  vera gelosia!" mi dice lui.

Insomma, agli occhi dei miei partner, sembra che niente possa farmi ingelosire. E io stessa ho spesso difficoltà a capire cosa renda le persone gelose. Addirittura Luca si stupisce quando gli dò consigli di relazione quando ha problemi con gli altri suoi partner!
Credo mi sia così difficile descrivere la gelosia perché io stessa non ne conosco il meccanismo e la capisco poco.

In effetti la capisco così poco da doverne cercare la definizione su wikipedia mentre scrivo:

"La gelosia è un sentimento di ansia e incertezza dell'essere umano, causato dal timore che la persona amata sia voluta da altri, o che essa preferisca altri

La conseguenza può essere di rabbia e risentimento verso chi si pensa sia più considerato dalla persona amata; più in generale è causata dalla paura di perdere quello che si pensa di possedere
Secondo Freud il sentimento della gelosia non è rivolto solo alla persona che si pensa di perdere, ma ad una terza persona, quella verso cui si sente rivalità."


Se la gelosia è davvero scomponibile come dice Reid Mihalko (il creatore dei cuddle-parties), allora forse finora ho sempre provato solo uno dei suoi aspetti per volta, o sono stata in grado di riconoscerli e identificarli prima che si ingrumassero e mi travolgessero.

Se chiedo agli altri miei partner cosa provano quando sono gelosi, mi descrivono sensazioni corporee molto nette, come una coltellata o un calcio nello stomaco. Ecco, io difficilmente provo queste cose rivolte verso qualcuno che amo, e quando lo provo, è per motivi diversi dalla gelosia.
Provo questa sensazione quando vengono violati i miei diritti da una persona di cui mi fido, per esempio. O quando la mia fiducia in loro viene minata in qualche modo.

Proviamo a tornare al discorso di Reid: 
Lui scompone la gelosia in tante parti, che chiama i tentacoli del polipo della gelosia
Queste parti sono ciascuna un aspetto separato della gelosia, e rappresentano un bisogno insoddisfatto della persona: c'è la paura di rimanere soli, la paura del rifiuto e della perdita, l' insicurezza, il bisogno di sentirsi unici, speciali, e quindi di "avere l'esclusiva" su qualcosa che sia "solo nostra" (quindi il bisogno di possesso), il bisogno di equità, il desiderio dell'altro, il senso di inferiorità e quindi la rivalità o competizione con gli altri partner o gli altri interessi del partner. Insomma, ce n'è per tutti i gusti!
In realtà se ci penso io provo tutte queste cose, come credo tutti le provino.
Però non sento di potermi definire propriamente gelosa...

Spesso mi sento insicura, ma raramente vedo negli altri la causa della mia insicurezza. Di solito me la prendo con me stessa per la mia inadeguatezza.

Il bisogno di sentirmi unica lo sento sempre, ma è più che altro un bisogno di non essere assorbita in una massa informe di persone anonime e di conservare un briciolo di individualità e personalità, più che di primeggiare sugli altri.
Sono un po' hipster, in questo...

So che la relazione che ho con Moreno è diversa da quella che ho con Luca e da quella che ho con Leu, e non ho paura di non poter "essere unica" per loro, perché so di non essere uguale a nessuna persona che loro frequentano. 
"Io sono unica, proprio come chiunque altro!" 
(Non ricordo chi l' ha detto, ma mi piace questa frase!)

Quello che non sento, invece, è il bisogno di essere considerata migliore.
Rifuggo la competizione come la peste, non credo nel binomio "giusto vs. sbagliato" o "il migliore vs. tutti gli altri", e quando mi accorgo che ci si aspetta che io competa con qualcuno, sento il bisogno di abbandonare il campo. Come in qualsiasi altro caso in cui mi viene imposto qualcosa dall'alto.
Forse sono ingenua in questo, ma spero un giorno di poter vivere in un mondo in cui abbiamo tutti la stessa importanza e siamo tutti sullo stesso piano, e proprio per questo ci sentiamo liberi di essere diversi e di non doverci per forza omologare né competere, ma di collaborare e portare ognuno la propria esperienza personale per arricchire il dialogo e lo scambio di idee.

Questo purtroppo mi porta a rimanere profondamente delusa quando qualcuno si dimostra peggiore di me in qualcosa, piuttosto che compiaciuta. 
Non trovo niente di bello nel fallimento degli altri, neanche di chi mi sta sul cazzo, perché è un fallimento che potrebbe riflettersi negativamente sulla collettività.
E so perfettamente che forse invece non dovrei aspettarmi che gli altri decidano di porsi sul mio stesso piano ed accettare le stesse responsabilità, nemmeno qualora venisse davvero data loro questa possibilità.

Sentirmi sola e depressa, di tanto in tanto, fa parte di me. Ormai ho imparato ad accettarlo come un lato della mia personalità, e non a considerarlo qualcosa che va corretto. Quando mi capita, posso chiedere ai miei partner di starmi vicini, nei limiti delle loro possibilità. Ma questa mia sofferenza non ha niente a che fare con la presenza di altri metapartners.

Sentirmi rifiutata è qualcosa su cui non sono in grado di lavorare, e quando succede semplicemente tutto il rapporto viene distrutto, come se non fosse mai esistito. 
Quindi il motivo per provare gelosia semplicemente decade:
Se ho già perso una persona, non posso più avere paura di perderla, quindi la definizione di gelosia che dà wikipedia non si applica molto facilmente. Il sentimento che provo verso gli ex che mi abbandonano è più simile a un lutto che a quello che normalmente viene descritto come gelosia: per me il partner è come se fosse morto, poco importa determinare a posteriori quale sia la causa della morte. Sapere che mi ha lasciata per un' altra persona non lo rende più o meno doloroso di sapere che mi ha lasciata per altri motivi. 
Se decido di indagare sulle cause arrivati a quel punto, ormai è solo per poter fare tesoro dei miei errori, e assicurarmi che non vengano più ripetuti in futuro.

Sul senso di possesso hanno sempre prevalso l'amore per l'altro e l'incapacità di arrogarmi il diritto di decidere per gli altri, perché la considererei una prevaricazione, mentre per quanto riguarda l' equità, trovo la questione molto complicata e non esauribile tramite un post di blog.

Ricordo la gelosia di mio fratello e le sue continue accuse di essere "di parte" o di "preferire me" rivolte ai nostri genitori, accuse forzate ai limiti dell' assurdo, come lo sono spesso i discorsi dei bambini, e ricordo il mio disagio di fronte a questi attacchi rivolti a loro, ma diretti verso di me. 

Loro sbagliavano nel preferirmi, quindi io ero la pietra dello scandalo.
Io ero ciò per cui stavano facendo i "cattivi genitori".
Essere neutrali e completamente "equi", quando ci sono di mezzo i sentimenti, non solo è impossibile, ma può essere dannoso. 
Io mi sentivo molto più insicura e bisognosa di protezione di mio fratello, che vedevo come un esempio di autonomia e di forza, e dare a entrambi lo stesso ammontare di attenzione e di cure, avrebbe probabilmente creato problemi altrettanto gravi. 

Stessa cosa può valere per i rapporti sentimentali fra non consanguinei. 
Uno dei miei partner potrebbe avere bisogno di più attenzioni dell'altro, e io potrei essere naturalmente portata a dare più attenzioni a uno invece che all'altro, e quindi ogni singolo caso va analizzato separatamente, e chi si sente trascurato ha certamente il compito di farlo notare, perché nessuno di noi sa leggere nel pensiero. 
Ma c'è una sottile differenza tra "far notare" le cose con serenità e "rinfacciarle gratuitamente".

Non credo che ne farei una questione di "equità e giustizia" se uno dei miei partner volesse passare più tempo con altri partners che con me, credo ci si dovrebbe accordare meglio in modo da non far sentire nessuno trascurato, certo, ma non conterei il numero di ore che passa con le altre persone per rinfacciargli che è più di quanto passi con me.
Ognuno di noi fa quello che può con il tempo e le risorse a propria disposizione!

Solitamente in un rapporto, con il passare del tempo, si tende a desiderarsi e a volersi vedere sempre di più, per riempire i buchi e permeare sempre più nella vita dell' altro. Questo percorso, se fatto in maniera sana può dare molto alla coppia, ma non è detto che lo si possa o voglia fare con tutti, o che abbia per tutti la stessa velocità, e soprattutto non ha senso pretendere che l'altro elimini gli altri per dedicarsi a voi a tempo pieno. 
Proprio come non mi aspetto che la persona che amo si licenzi per stare sempre con me, non mi aspetto neanche che rinunci agli altri partner, a vivere da sola (se lo preferisce) , a vedere amici e parenti, o ai propri hobby e alle proprie passioni per me. 
E mi aspetto che gli altri mi rispettino allo stesso modo.


Forse in fondo non riesco a essere gelosa nel senso classico del termine ( vale a dire far scenate, lamentarmi, mettere veti eccetera) perché sono stufa di gente che si sente il diritto di farlo con me, e ho ormai un rifiuto così radicato verso certe limitazioni che mi è capitato di subire, da non poter concepire di imporle a qualcuno che amo.

Per questo stesso motivo, non riesco a prendere troppo sul serio la gelosia, né a comprenderne del tutto il funzionamento.
Ma dire che io non sono mai gelosa di niente, oltre che impreciso, è anche molto pericoloso: 
Io non sono infallibile, e questa falsa percezione che io sia immune alla gelosia può indurre gli altri a sopravvalutarmi. 
La mia paura è che quando sarò davvero gelosa, nessuno se lo aspetterà, nemmeno io , e finirò per combinare un casino. Quindi vigilo restare vigile e tenere sempre d' occhio i miei sentimenti, per prevenire la catastrofe.