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It's good for you! |
"Ma tu trovi che io ce l' abbia piccolo?"
"Beh, per i miei standard sì."
Ricordo quando
alle medie girava questa voce che i miei compagni di classe andassero
in bagno a misurarselo col righello, per fare a gara a chi ce l' aveva
più grosso.
Io non ho mai capito certe dinamiche del cervello maschile, e mi limitavo a
liquidare certi atteggiamenti perché troppo stupidi per il mio modo di sentire e di essere.
Me ne servivo come
indicatori per distinguere il vero uomo dall' uomo-scimmia, già in tenera età.
Quello che non
avevo la sensibilità per capire, è che le dimensioni del pene, per
un uomo, contano. Spesso troppo. A volte anche più di ogni altra
cosa.
La percezione
maschile del pene
La maggior parte
degli uomini è convinta di avere un pene più piccolo della media,
anche quando rientra esso stesso nelle misure standard.
Non si tratta di scarsa autostima, ma di una percezione falsata della realtà, dovuta a
un fenomeno chiamato in inglese “foreshortening”, ovvero la
deformazione prospettica che abbiamo del nostro corpo guardandolo
dall'alto.
Ovviamente il foreshortening non si applica quando invece vediamo il pene di qualcun altro, da un' angolazione differente e senza deformazioni prospettiche, e quindi percepito come più grande di quello di chi osserva.
L' impressione che il pene sia piccolo può anche essere
dovuta a accumuli di ciccia proprio alla base del pube, che fanno quindi sembrare più corto il membro.
La convinzine di
avere un pene di dimensioni pari o superiori alla norma è
strettamente legata all' autostima della maggior parte degli uomini,
perché dall' età puberale in poi il bambino inizia a scoprire il
proprio corpo e a provare piacere tramite esso, ma è costantemente
messo a confronto con il corpo di altri uomini per cui prova timore,
affetto e rispetto, ma verso cui si sente anche in competizione: il papà,
i fratelli maggiori, i compagni di classe o i compagni di giochi.
Il pene diventa
un metro per misurare il proprio livello sociale rispetto agli altri, una vera e propria clava con cui fronteggiare questa
competizione cavernicola.
la percezione
femminile del pene
In tutti gli studi
evidenziati finora, le donne etero hanno mostrato di essere la categoria di persone meno interessate alle dimensioni del pene, e anche quando
esprimono una preferenza si parla più di larghezza che di lunghezza,
per una questione meramente pratica legata alla stimolazione generata dall' attrito durante
il rapporto.
Soprattutto nel caso di uomini gay, le dimensioni sembra contino di più, dicono certe indagini.
Solo nel caso di donne etero che abbiano da poco partorito, si ha un aumento di interesse nelle dimensioni del partner, semplicemente perché dopo il parto si ha una sensazione di minore elasticità e l'utero cambia leggermente forma.
Solo nel caso di donne etero che abbiano da poco partorito, si ha un aumento di interesse nelle dimensioni del partner, semplicemente perché dopo il parto si ha una sensazione di minore elasticità e l'utero cambia leggermente forma.
Se
un pene grosso non soddisfa la propria donna più di quanto non
faccia uno normale, da dove deriva allora tutta questa fissa degli uomini - gay o etero che siano- per la
grandezza del pene?
L'ansia
delle dimensioni
Si tratta di
un'ansia indotta dalla società, che fa leva sulle insicurezze di ogni
uomo e collega inconsciamente le dimensioni del pene alla virilità
o alla prestazione sessuale, ed è quindi un' estensione della famosa
ansia da prestazione che molti vivono non solo a letto, ma in ogni
altro ambito della vita: lavoro, amici, studio e famiglia.
Sentiamo sempre di essere messi alla prova e di dover dimostrare qualcosa a qualcuno, siamo chiamati in ogni momento a esibirci, a dire "io guadagno di più, scopo di più, prendo voti migliori".
Le donne devono mostrasri versatili e saper gestire lavoro e famiglia, gli uomini devono distinguersi per fermezza, forza, inamovibilità, potere e potenza.
Per grossezza, insomma.
Le persone superficiali e con una
bassa autostima tendono a soffermarsi su dettagli fisici altrui e
denigrarli, perché così possono deviare l'attenzione dai loro problemi, che riguardano insicurezze più profonde, e mettere in luce le loro qualità, che sembreranno maggiori comparate al fallimento di un altro.
Appiattire il
discorso a livelli elementari spesso è la scappatoia per non doversi
lanciare in discussioni più complesse e articolate in cui potrebbe
risultare difficile uscire “vittoriosi”.
Perché il fine ultimo di una discussione tra adulti è che alla fine tutti imparino qualcosa di nuovo e trovino un terreno comune, mentre la discussione tipicamente adolescenziale è quella di chi vuole prevalere.
Inoltre è particolarmente facile individuare un uomo che ha problemi di autostima, perché sarà il primo, in un gruppo, a millantare doti da amatore o dimensioni spropositate, forte del fatto che nessuno dei presenti avrà modo di verificare.
Le donne, invece, preferiscono lamentarsi e criticare i propri rivali, piuttosto che vantare apertamente qualità proprie ed esporsi così al giudizio altrui.
Il problema delle
dimensioni è così diffuso nella nostra società, da aver dato vita a
tutta una serie di miti, metodi e rimedi miracolosi per allungare il pene, che
sfruttano l' insicurezza degli uomini superficiali di cui sopra, e
che costituiscono il 90% dello spam che ricevete ogni giorno nella
vostra casella di posta elettronica.
Cultura e culture del pene
Questa
psicosi del pene non è una novità dei giorni nostri, né un'
esclusiva della cultura occidentale: già la figura di Priapo nell'
antichità era considerata segno di buon auspicio e di fertilità,
e a tutt' oggi in Giappone si festeggia quel fantastico kanamara matsuri a cui un bel giorno dovrò presenziare!
In alre culture, più che sulle dimensioni grandi o piccole dei genitali, si mette molto l' accento sulla compatibilità: ho letto che nel Kamasutra si dividono le misure di uomini e donne in diverse grandezze, e per assicurare un giusto equilibrio nella coppia viene suggerito di non discostarsi mai troppo dalle proprie dimensioni nella scelta del partner.
Lo stesso concetto è ribadito da un libro molto interessante che vorrei leggere insieme ai miei partner, e che finora purtroppo ho trovato solo in italiano, che è una versione addomesticata e occidentalizzata di alcune tecniche tantriche, mescolate con sciamanesimo e altre cosine simpatiche, e in cui si dividono le tipologie di persone in base a come i loro genitali e la loro struttura fisica si presentano.
Il problema è che nell' antichità l' uomo era giustificato a volersi circondare di peni grossi perché, nella sua ignoranza, li considerava simbolo di maggiore fertilità.
Ma adesso la riproduzione e il sesso sono slegati grazie ai contraccettivi, e nessuno studio ha evidenziato un collegamento tra la fertilità e le dimensioni dei genitali.
Quindi non c'è più nessun motivo per mettere in atto la battaglia dei peni, se non come forma di competizione dell' ego maschile che reclama la sua fetta di attenzione.
Insomma, le dimensioni contano, ma solo nella testa degli uomini!
e spesso così grosso manco entra in testa ...
RispondiEliminaa ragà... ma perchè non fate un Vlog su YouTube? pure io so' poliamorista, ma non c'ho nulla da raccontare =.=" diciamo che non ho mai praticato (ho proposto, ma ho ricevuto un sacco di insulti dal mio ammore <3)
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