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martedì 1 febbraio 2011

Un posto da chiamare casa



Cresci pensando che sarai sempre seconda, perché hai un fratello che per te è tutto e che ti dice stupida, e quindi se lo dice lui dev' essere per forza vero. Gli unici che ti considerano intelligente sono i tuoi insegnanti, e così gli altri bambini ti odiano perché li fai sentire inferiori.
Diventi la cocchina della maestra senza neanche accorgertene.

Cresci sola, preferisci giocare per i cazzi tuoi e inventare avventure da mettere su carta. I tuoi pastelli danno vita al mondo che hai dentro. Un mondo che nessuno può portarti via o giudicare.

Cresci pensando che diventerai un'artista, e che potrai fare quello che vuoi, perché nessuno ti vuole dottore, o maestra, o avvocato, o sposata e con tanti marmocchi: i tuoi genitori ti amano per quello che sei: intelligente, timida, permalosa e un po' eccentrica.

Cresci al fianco di un padre smanettone, sempre attaccato ai computer come a una fonte di sostentamento perenne. Non capisci sempre tutto di quello che digita oltre quel “C:\”, ma ti piace assisterlo e poter dare una mando a smontare e rimontare, quando serve. Come tutte le bambine curiose ti piace imparare da lui, renderlo orgoglioso, anche se la tecnologia non può sostituire il grande amore per l'arte e per i libri, che divori avidamente.

Pensi di essere la ragazzina più fortunata del mondo, perché hai dei genitori che non ti obbligano ad andare a catechismo, a messa e altre cazzate, e ti hanno sempre insegnato a pensare con la tua testa. Ti hanno insegnato il valore della parola “responsabilità”, ma ti hanno anche trasmesso un senso di leggerezza e un umorismo che salverebbe chiunque in tempo di crisi, senza mai dimenticare l' altruismo e la solidarietà. Ti hanno insegnato a fidarti del genere umano, e a diffidare degli sconosciuti.

Poi un giorno tutto crolla nel giro di una manciata di secondi.

Un abuso sessuale di tipo incestuoso, lo chiamano gli esperti.

Un tradimento. Un infanticidio. E' quello che è per te, mentre tuo padre ti porta via tutto quello in cui fino ad allora avevi creduto. Tutto quello che ti era stato insegnato.

Il giorno dopo si fa finta di niente.
Sei in apnea, ancora non riesci a credere a cosa sia successo.
Pensi che avrai quindici anni tra pochi mesi, e che la tua vita non doveva andare così.
Ti chiedi cosa devi fare adesso, mentre ti senti soffocare.

Ti senti sporca.
Ti senti un mostro.
Un pezzo di te muore per sempre.
Cerchi di salvarne il ricordo mettendolo nelle pagine di un diario.
Cerchi di salvare almeno la prova della sua morte.

Vedi la bambina che eri che si allontana in silenzio, un silenzio di mille cuori spezzati che ti assorda e rende impossibile ascoltare tutto il resto.

Smetti di sognare, smetti di pensare a cosa farai da grande. Smetti di dipingere, di studiare, di dare soddisfazione agli insegnanti. Diventi una qualunque ragazzina problematica.

Affondi pian piano nelle sabbie mobili. Non guardi più quando attraversi la strada, non hai più paura di morire o di ferire gli altri. Non chiami mai aiuto, vuoi mettere gli altri alla prova: vuoi sapere chi verrà a salvarti.

C'è sempre tuo padre, con te. Ma invece di chiedere aiuto per voi, invece di chiedere scusa, ti chiede preoccupato come stai, con voce tremante e uno sguardo colpevole e pieno di vergogna. Non si sta preoccupando per te: ha paura per sé stesso.

Vuole assicurarsi che non farai scenate, che nessuno saprà mai cosa ti ha fatto.
Ti dice che tua madre ha capito tutto, perché ha letto sul tuo diario cosa è successo,e ti chiede di smettere di scrivere. Invece di tenderti una mano, ti spinge più a fondo nelle sabbie mobili per non dover affrontare le sue responsabilità. Ti chiede se per favore puoi affondare da sola.

Te lo chiede con tono gentile, mentre ti accompagna a scuola, mano nella mano.
Un diario scomodo, il tuo. Una prova di vigliaccheria paterna.
Eccolo lì:
Un estraneo. Un padre.

Tua madre non vuole denunciare. Ti porta tutte le settimane da una psicologa. Per il tuo bene, dice. Gli amori vanno e vengono, ma ciò che lega una madre ai suoi figli è per sempre, dice.
Tu vedi solo l'assenza di una denuncia. Omertà, che brutta parola.

Alla fine è la psicologa a dirti che coprire un abuso di minore non rientra nel segreto professionale.
E' la psicologa, alla fine, a convincere mia madre che non ha altra scelta. Così lei, controvoglia, ti ci porta.
La deposizione, il processo, il patteggiamento per una riduzione della pena. E' l'unico motivo per cui tuo padre ammetterà mai di averti fatto del male.

E poi l'adolescenza.
La lotta per sentirti "normale", malgrado tutto.
La scoperta del sesso, il piacere nello smontare i pregiudizi e le paure del mondo. E le tue con esse.

La ricerca di una nuova stabilità e di equilibrio.
Dover essere sempre forte...
Sola contro tutti.
Un guscio sempre più venato,
Un buco nero che ti divora da dentro.
Una casa senza fondamenta.

Vedere da fuori le famiglie degli altri, e non capire cosa sia andato storto nella tua.
Imparare a non lasciarsi mai toccare, soprattutto da chi ti piace,perché fa troppo male,
e non parlare mai di te:
Tenersi tutto dentro.
Avere paura di tutto.
Passare da un rapporto problematico all' altro
Da un ragazzo immaturo all' altro.
Da una persona disfunzionale all' altra.

Dall'essere usata all'essere respinta.
Stanca di essere troppo,
stanca di non essere abbastanza,
stanca di non andare mai bene,
di essere sempre solo "quasi adatta".

Restare a galla nelle sabbie mobili.
Avere paura del buio a vent'anni, perché è nel buio che tuo padre ti ha preso l' anima.
Avere paura del proprio salotto. Di tornare dal liceo e trovarlo in casa a riparare qualcosa, "perché non possiamo permetterci un tecnico" dice la mamma.
Odiare la tua vita e la tua casa.

Andare avanti, sempre e comunque andare avanti, contare sempre e solo su te stessa, diffidare di tutto e di tutti,specie di chi ti ama, perché il troppo amore soffoca, e perché chi ti ama mente sempre "per il tuo bene"...

Un bel giorno non reggi più e te ne vai, senza guardarti indietro.
Prendi piccole boccate d'aria fresca: amici e amori.
Persone che ti vedono per ciò che sei, e ti accettano.
O almeno così tu credi...

La scoperta della libertà e della felicità.
Poi la gelosia e l' incomprensione
il mobbing
i giudizi della gente
E poi ti dicono che, dopo anni che cerchi di non odiare il tuo corpo, è il tuo corpo che odia te, e si ammala.

Provi solo dolore.
Ti portano via in barella.
L'ospedale, gli aghi, le urla incessanti dei neonati, i medici per cui sei una paziente come tante.
Una sfilata di estranei di cui devi fidarti, a cui devi lasciare esaminare e toccare il tuo corpo.
Volerti solo chiudere in bagno, sederti da sola, in silenzio, essere lasciata in pace da tutti...

...e poi arriva Moreno.

Una mano calda, una spalla su cui riposare.
Un paio di braccia forti che ti avvolgono.
Potrò fidarmi?Sarò capace di lasciarmi andare?
Sarà un bene abbassare la guardia?

E poi, una casa. Un letto.
Musica che viene da un computer, profumo di cibo buono, come quello che faceva la tua mamma quando cucinava fischiettando.

E poi Thomas.
Ridere insieme delle nostre scorregge sotto le coperte, parlare fino alle 5 di notte,
sentire il battito dei nostri cuori.
Giocare insieme al pc.

Avere di nuovo voglia di dipingere, di cantare, di sognare.
Guardarsi negli occhi, e non ricordare com'era stare l'uno senza l'altro.
Avere la sensazione di amarsi da prima ancora di conoscersi.

Eccoti lì. Di nuovo in una casa buia. Un altro soffitto scuro, ma non hai più paura del buio.
C'è rumore di gatti che mangiano, e un ragazzo caldo accanto a te che russa come un cinghiale.
E' un posto morbido e tiepido, che ti accoglie in sé.
Un posto da cui nessuno ti manderà via all' improvviso.
Un posto in cui non sia più necessario chiudersi da sola in camera per non sentire le litigate, o per paura di incrociare il mostro che ha divorato mio padre e che ne ha preso il posto.
Dove posso essere me stessa.
Dove nessuno mi minaccia e mi fa paura.
Dove non sarò mai usata da nessuno.
Dove mi sento di nuovo utile e importante.
Dove potrò invecchiare felicemente.

Un posto in cui nessuno può entrare senza il mio permesso.
Un posto da cui non sarò costretta a scappare, perché qui sono benvenuta, e nessuno mi farà più del male.

Ecco un nuovo posto da chiamare "casa".

giovedì 6 gennaio 2011

Un' altra vita

bea da piccola


A volte mi chiedo come sarebbe la mia vita, in un universo parallelo in cui la mia famiglia è sempre stata “normale”.
Avrei intrapreso una vita molto simile a quella di Anna, avrei viaggiato per il mondo, certa che ovunque andassi avrei sempre potuto contare sul sostegno e l'affetto dei miei genitori, senza però considerarlo un peso.
Sarei stata più intraprendente e più sicura di me, ma sempre un po' goffa, perché così io ci sono nata!

Sarei probabilmente diventata il prototipo della “brava ragazza”: impegnata socialmente, sposata e con qualche figlio, un lavoro tranquillo, magari come insegnante o bibliotecaria, o forse illustratrice, se avessi avuto più costanza e più “fondi” per poter disegnare a tempo perso.
Sposata, sì, e fedele tutta la vita a una persona sola. Forse ne avrei sofferto, mi sarei sicuramente sentita intimamente insoddisfatta, ma avrei dato la colpa alla mia sensibilità o qualche altra cazzata simile, giustificando il tutto con qualche citazione di poeta secondo cui le grandi menti sono sempre turbate da dubbi esistenziali, e sempre in cerca di qualcosa di indefinito.
Avrei sfogato questa frustrazione nell'arte, nello yoga, e ne sarebbero venuti fuori ottimi lavori.

Forse non mi sarei neanche mai posta la domanda se fossi etero o meno, dato che mi sarei aspettata che una persona "normale" con una famiglia "normale" avrebbe avuto anche una sessualità "normale".
Avrei avuto forse meno problemi con il contatto fisico, anche se già ero timida prima di finire le medie. Ma tra essere un po' timida e avere paura di toccare gli altri c'è una bella differenza.

Me ne accorgo quando gli amici di Moreno mi abbracciano o mi toccano, magari per farmi un massaggio o per scherzare con me: è una cosa che mi provoca un profondo disagio.
Riesco a sforzarmi di lasciarmi avvicinare e toccare solo dalle persone che mi piacciono davvero, che mi amano e mi vogliono, perché cerco di fidarmi, e non voglio negarmi a loro per qualcosa di cui non hanno colpa.
A volte quando vedo i miei amici che abbracciano liberamente i propri genitori, giocano alla lotta tra loro, ridono e scherzano, lasciando traspirare il loro affetto reciproco tra una frecciatina ironica e l'altra, non posso fare a meno di provare un misto sgradevole e ignobile di gelosia, invidia, e un pizzico di nostalgia. Quei momenti, per me, non torneranno mai più.

Non c'è possibilità di riavvolgere il nastro della mia vita fino al punto in cui si è rotto.
Posso solo vivere nel presente, cercando di prepararmi per gli avvenimenti e le emozioni che mi riserva il futuro. Ma se mi guardo indietro, vedo un deserto di macerie affettive.
Non c'è più niente, là, per me.

Non so se la mia fiducia negli “adulti”, come li considero ancora io (cioè la gente di più di 10-15anni più vecchia di me) sia stata irrimediabilmente minata per sempre, o se qualcosa si possa ancora salvare. Provo sempre un certo disagio nel parlare ai genitori di partner e amici, per svariati motivi: perché magari li conosco poco, perché mi sento di tradirli se non dico loro la verità sulla mia vita, o più semplicemente perché io , degli "adulti", non mi fido più.
Vedo uomini e donne al di sopra dei 35 anni come persone interessate solo al mio corpo o invidiose di esso. Diffidenti verso me, come lo sono io verso di loro.
La maggior parte degli uomini mi guarda come se fossi un bel pacco regalo da scartare, mentre le donne di mezza età sono spesso troppo concentrate a giudicare lo stile di vita altrui o i dettagli superficialli come il vestire, le buone maniere e cazzate simili, per notare ciò che una persona si porta dentro.
Mi fanno un po' pena, perché ho capito che è il loro modo di distrarsi dall'ossessione per le loro rughe, la cellulite, la vecchiaia che avanza e la paura di morire soli. Le donne invecchiando si sentono deboli, fragili , inadeguate.
Gli uomini, invece, con l'aumentare dell'età si fanno più predatori e bavosi, nei miei confronti. Non so se sia la sicurezza di sé derivante da un miglioramento delle loro condizioni socioeconomiche e dalla stabilità raggiunta con una maggiore esperienza, o se sia soltanto disperazione.
Finora la maggior parte delle persone che ho incontrato rientrava tristemente in queste 2 categorie, suoceri e parenti compresi.

Anche qualora non ci fosse tensione sessuale, la tendenza delle persone più anziane è di trattarmi come se fossi una specie di stupido animaletto da compagnia: molto carino, certo, ma incapace di pensieri propri e di compiere azioni costruttive, e quindi del tutto accessorio.
È molto difficile per me riuscire a provare rispetto per qualcuno che mi giudica automaticamente inferiore, sulla base di una precisa gerarchia sociale basata sull' età, che vuole per forza di cose le persone più “grandi” al di sopra, in quanto hanno “più esperienza”.

Ma più esperienza in cosa, poi?
Un mio amico che ha quasi l'età di mio padre una volta mi ha detto che nonostante io sia molto più giovane di lui, ho avuto molte più esperienze in ambito di sperimentazione sessuale.
E sono pronta a scommettere che, anche in fatto di vita, la maggior parte degli abitanti del paesello in cui sono cresciuta non abbia mai vissuto altrove per più di un anno di fila. Ciò nonostante, tutti si sentono in diritto di considerarmi più inesperta o meno ferrata in qualcosa, semplicemente perché sono una ragazza a cui piace parlare poco, e parla solo quando ha qualcosa di davvero importante da dire (e anche in quei casi ci arriva mooooolto, molto lentamente).

Non me la prendo troppo quando qualcuno mi giudica, ma sono sempre sulla difensiva, perché giudicare gli altri è il primo passo verso il tentativo di limitarli e controllarli. E' un segno di insicurezza, e nel mio mondo non c'è spazio per chi non crede in sé stesso.
E poi io odio i legacci. Preferisco passare per stronza e dire subito a qualcuno che il mio modo di vivere sinceramente non sono proprio cazzi suoi, piuttosto che dover poi fare i conti con persone che si sentono in diritto di gestire la mia vita solo perché mi sono mostrata troppo condiscendente e ho lasciato correre.

Dopo la brutta esperienza di avere avuto dei genitori non all'altezza del loro ruolo, mi sono scontrata con le diverse realtà dei genitori dei miei partner (almeno di quei pochi che hanno deciso che ero degna di conoscerli).
Non si è mai trattato di incontri felici: i genitori del mio ex, con cui ho convissuto per 3 anni, erano estremamente abusivi nei suoi confronti, il loro era un rapporto basato su dipendenza reciproca e ricatti morali. Un rapporto viziato, di cui a farne le spese era quasi sempre il mio ex, che ci si rovinava la salute. Più di una volta ho sofferto nel vedere il ragazzo che amavo crucciarsi per i problemi che continuavano a procurargli i suoi familiari, e ci sentivamo spesso come stretti in una morsa da cui sembrava impossibile liberarsi.

Inutile dire che loro non mi hanno mai accettata: La madre di lui era gelosa di me, mi considerava una specie di demonio, e credeva che stessi cercando di portarle via il suo bambino. Peccato che il bambino in questione fosse adulto e vaccinato!
Il padre era un uomo gretto e incapace di sensibilità, che ha continuato a chiamarmi erroneamente “Veronica” di tanto in tanto, per tutta la durata del mio rapporto con suo figlio. Io provavo una profonda repulsione per entrambi, dovuta sia al loro berlusconismo-razzismo-bigottismo sconcertante, sia alla loro ignoranza e mancanza di rispetto nei confronti miei e del loro stesso figlio, che continuavano a caricare di pesi emotivi gravissimi.
Anche loro si sono rivelati due genitori non all' altezza del loro compito.

Gli altri genitori che ho incontrato ricalcano più o meno questo stereotipo, a volte erano più colti o meno stronzi, più ipocriti o meno bigotti, più educati ma più subdoli, ma la sostanza di fondo cambiava poco: Io ero un'estranea per loro, e quando cessavo di esserlo, loro diventavano degli impiccioni per me.

Ho finito per rassegnarmi all' idea che non sarei mai riuscita a farmi piacere nessun “adulto” nella mia vita, figuriamoci fidarmi di loro.
Almeno finché non ho conosciuto la mamma di Moreno, che pur avendo tutti i suoi problemi, è una donna fantastica e piacevole.
Mi piacerebbe frequentarla più spesso. Anche perché lei è l'unica “adulta” che sa di Tom, e che non mi ha mai giudicata per il rapporto che ho con Moreno.

E' l'unica persona “grande” con cui posso essere veramente me stessa, tolta mia madre, che vive a centinaia di kilometri di distanza da qui, con un uomo per cui provo orrore, e che quindi, pur con tutto lo sforzo possibile, è infrequentabile per la maggior parte del tempo.

Per una straordinaria coincidenza, anche la mamma di Moreno è appassionata di astrologia e fa la maglia, proprio come mia nonna, con la quale non potrò più esercitare questi miei due interessi, a causa sempre della nostra lontananza e delle sue condizioni di salute sempre peggiori.
Paradossalmente, andando a vivere lontana da dove sono cresciuta, ho trovato un legame con ciò che ho lasciato a dietro di me.

sabato 18 dicembre 2010

LE NOVITA' DI NATALE

Pino!
Il Natale si avvicina, e ammetto che sono in fibrillazione! Quest'anno potrò passarlo con un fidanzato stratosferico! Finalmente!! Passiamo subito in rassegna le novità:

Pino è diventata il regalo di compleanno del fratellino di Moreno.

Non posso certo dire che mi mancherà terribilmente, perché non è un problema andare a trovare la sua famiglia.
Vivono in una casa grande e accogliente, in cui sono certa la gattina si ambienterà presto. Sono solo un po' preoccupata per come un ambiente così caotico possa influenzarla, e poi non ho molta fiducia nella loro capacità di proteggerla:

Di solito, quando sento una famiglia raccontare che il loro precedente gatto è scappato per non fare mai più ritorno, liquido quelle persone come incapaci di prendersene cura, persone a cui mai affiderei il mio batuffolo peloso.

Ma Pino è la gattina di Moreno, e non ho diritto di mettere bocca in queste questioni. Mi sento anche poco in diritto di criticare o dare indicazioni alla famiglia di suo padre, dato che noi per primi non siamo sinceri con loro: quando andiamo a trovarli, sono sempre molto a disagio per il fatto che non conoscono la vera natura del mio rapporto con loro figlio.
Mi sembra di rubare loro qualcosa, o di truffarli. 
E la cosa si nota parecchio...

Sono a disagio per quello, e anche per il fatto che ogni tanto si lasciano andare a delle sparate tipo: "ma quindi tu credi al matrimonio, hai fatto comunione e cresima?" 
Con me. Non so ancora molto bene quanto posso dire di ciò che penso, con loro, perciò cerco sempre di dare risposte molto goffe e diplomatiche. Chissà se mi credono una specie di cretina...
Anche la nonna di Moreno, buona e cara quanto vuoi, ma fa un po' sorridere quando la sento dire "Eh, ma poi quando Moreno troverà un lavoro fisso dovrai essere tu a cucinare!" 

O meglio, mi farebbe sorridere, se non mi facesse impressione:
Ho paura che questo loro atteggiamento, questo loro dare per scontato che una cosa la facciano tutti, solo perché a loro è stato insegnato di farla (e che a loro è stato insegnato così perché era, è, e sempre sarà il miglior modo di vivere per loro, anche se questo non lo dicono) sia in realtà il sintomo di un problema più grande. 

Mi riferisco al condizionamento culturale e sociale che subiamio ogni giorno, fin dalla nascita, ben radicato nella nostra mentalità e a volte addirittura nel nostro inconscio, di cui loro mi forniscono solo alcuni esempi: il rosa è un colore da femmina, il blu è un colore da maschio, le donne devono cucinare e essere carine e alla moda, l' uomo deve lavorare duro, le persone si devono sposare, i figli devono essere battezzati finché non possono decidere, e li si convince a fare cresima e comunione con l' argomentazione dei regali. E il Natale BISOGNA rendere grazie al Signore. E' obbligatorio.
O meglio, puoi sempre scegliere, Dio ci dà il libero arbitrio.

Ma se scegli di non stare dalla loro parte? Beh, in tal caso dopo la morte c'è l' Inferno, per chi ci crede, e in vita ci sono ostracismo sociale, mobbing, giudizi negativi, abusi e soprusi.
"se non fai la cresima, non ti potrai mai sposare!" disse la madre di una mia amica, aggiungendo la bici nuova per rinforzare il concetto.

Capito, quanto sei libero? Libero di subire terrorismo psicologico e di farti comprare.

Io e Moreno siamo la coppia più anomala che loro potranno mai conoscere, probabilmente.
Almeno, quando ci avranno conosciuti davvero!
Ammetto però che mi sta bene rimandare il momento della verità a quando Moreno avrà trovato un' altra ragazza da presentargli fisicamente. E' una proposta elaborata da me.
In questo modo, si renderanno conto di cosa un rapporto del genere comporta a livello pratico. Non potranno evitare di prenderci sul serio, e Moreno non dovrà fare la figura del "corno tonto e felice" con suo papà (né io ci tengo a fare la parte della puttana che lo ha stregato con le sue idee da hippie sconclusionata).

Vorrei solo che il momento della verità arrivasse un po' meno lentamente! L' attesa è un po' troppo snervante...

Ancora non sappiamo come passeremo le feste di Natale, so solo che voglio mangiare un sacco di schifezze e mandarini!
Sarò già contenta di poter festeggiare un Natale e Capodanno qualsiasi, dato che per poco ho rischiato che il mio ragazzo cancellasse il Natale!

Ho scoperto di essermi messa con il Grinch... Moreno non vuole sentir parlare di Natale.
Forse sarò culturalmente programmata anche io, o sarò stata corrotta dallo spirito consumistico-mangereccio del Natale commerciale, ma pur non credendo nello spirito della natività come lo intendono i cristiani, mi piace festeggiare in famiglia.

Vedere i miei amici atei che non festeggiano il Natale per partito preso mi fa sempre po' tristezza. Mi dà un senso di “crisi adolescenziale” mai superata: ormai si perde il motivo profondo per cui i valori tradizionali vengono rifiutati, l' unico vero scopo di questo impuntarsi contro il Natale è indispettire chi lo celebra, per vendicarsi dell' obbligo al catechismo e alle tradizioni familiari imposte dal più vecchio al più giovane, da padre a figlio, da nonno a nipote.

Grazie, mamma, per non avermi mai obbligata a un bel niente di niente!
Ho sempre potuto scegliere che valore dare alle cose, ho sempre potuto chiamarle con il loro vero nome, senza caricarle di astio o di significati nascosti.

Non credo che il Natale sia solo una festa ipocrita consumistica, né esclusivamente religiosa, visto che le sue origini sono tutto fuorché cristiane.
La maggior parte delle festività cristiane è una sovrascrittura dei rituali pagani, basati principalmente sui cicli stagionali di civiltà basate sulla tradizione agricola, e che quindi dovevano fare attenzione a fenomeni astrologici come l'inizio del riallungarsi dei giorni, solstizi ed equinozi, calendari per semina e raccolta e altre amenità simili.

Non sono una contadina e dei cicli agricoli mi importa poco, ma per me il Natale significa soprattutto un' occasione di raccoglimento in famiglia, il punto in cui si fa il pieno di energie (= di cibo) per affrontare il periodo invernale più duro di gennaio-febbraio. 
E' anche un momento di svago prima del ritorno alla routine lavorativa quotidiana per chi lavora, e l'ultima distrazione prima degli esami per chi studia, come me.

Insomma è un' occasione d' oro per scaricare le tensioni accumulate dopo la fine dell' estate e scrollarsi di dosso il grigiore dell' autunno, essere ancora più orsi e rannicchiarsi sotto le coperte con una tazza di cioccolata mentre fuori nevica.
Un azzeramento del contatore, per ripartire da zero.

La prospettiva di dover fare a meno della mia ricarica invernale, perché sto con un ragazzo che è pieno di astio verso ogni parte della tradizione cattolica che lo ha condizionato per anni, rendendolo insofferente, mi ha così scoraggiata che mi sono chiusa in me stessa, come faccio di solito quando non so come affrontare un problema grave.

Moreno si è così preoccupato per il mio silenzio, che mi ha concesso di rivedere un pochino la sua politica anti-natalizia: festeggeremo, ma a modo nostro, possibilmente senza cadere nel vortice del consumismo regalizio, delle lucettine da attacco epilettico e delle decorazioni kitch impossibili da smaltire.
Il pensiero di un Natale alternativo, a base di decorazioni fatte in casa, cibo ciccione, coccole, e sesso a volontà, è anche più allettante di un Natale tradizionale!

In più il 19 A. torna dalla Bolivia, e il 21 dovremmo vederci.
Spero di poter festeggiare insieme a lei il Capodanno! Ormai è una specie di rituale, sarebbe già il terzo anno di fila! Quindi la conosco già da 3 anni... sono tanti!

A. è la mia amica ideale, siamo entrambe appassionate di Oriente e Antropologia, lei si è laureata nel corso di giapponese a cui mi sono iscritta, e sta per prendere la specialistica in Antropologia, a cui vorrei iscrivermi una volta laureata. Se fossimo parenti saremmo gemelle!
Il nostro sogno è andarcene in Australia (altra cosa in comune) a inseguire gli aborigeni...

Il giorno di Capodanno è anche il compleanno di Moreno. Vorrei fargli un regalo carino e festeggiare in maniera speciale. Per l' organizzazione della festa ho chiesto ad A. la quale mi ha proposto di lasciare la parte logistico-organizzativa a una nostra amica tutta lustrini e vestitini stilosi, quindi conoscendola un pochino, pronostico  già che finiremo in qualche discoteca porno-gay... ci sarà da ridere!

Gli amici di Moreno, anzi i “Tosi”, come li chiama lui, quest' anno faranno i disertori. Di solito passano il 31 tutti insieme facendo cose da nerd, invece poche settimane fa due di loro hanno litigato, mentre l' altro se ne andrà per conto suo a Londra.
Quindi rimane un amico che festeggerà con noi. Sempre che abbia voglia di seguirci nella discoteca porno-gay!

Quest' anno non tornerò in Liguria. Anche se mia nonna peggiora ogni giorno di più, non me la sento di andare a casa da sola, e non voglio trascinare Moreno con me. I pacchi con le cose di casa non sono arrivati, e la riunificazione dei gatti non è andata come speravo.
Finché Moreno non ha la certezza che lo tengano dove lavora, non voglio creargli problemi facendogli chiedere giorni liberi per andare in giro, soprattutto con questo tempo. 
Meglio barricarsi dietro le coperte, al caldo.
Ce ne staremo tranquilli a casetta nostra, in attesa di tempi migliori.

Mi dispiace un po', perché già quest' estate non sono riuscita a beccare a casa mio fratello, ma d' altra parte non posso certo dire di sentire nostalgia di casa. 
La famiglia con cui sono cresciuta, quella di cui ho tanti bei ricordi e che associo alla vecchia casa dove sono cresciuta, non vive più lì da molti anni ormai. 
E' solo un ricordo sbiadito, per me.

Del vecchio spirito di famiglia Gamba spero di poter almeno salvare i piatti tipici delle feste!
Mi sono fatta passare le ricette del cocktail di gamberi e dello zuccotto alternativo (odio i canditi), uno dei dolci più colesterolemici di sempre. Spero saranno graditi anche ai miei familiari acquisiti!

Luedì dovrei rivedere anche Chele e R., un mio ex. Purtroppo quest' ultimo ha fatto la sua solita scenetta vittimistica in cui io recito la parte della stronza che non sottostà alle sue condizioni...

Sono un po' esasperata dal suo atteggiamento, e con tutte le cose che sono capitate in questo periodo, non ho proprio le forze di affrontare anche discussioni con una persona che ho sempre considerato molto importante nella mia vita.
Come dice lui, ci rivedremo se e quando potremo (e vorremo) passare del tempo assieme.

Non vedo l' ora di sentire quali novità ha Chele da raccontarmi. L' ultima volta che l' ho vista era venuta a trovarci con il suo nuovo ragazzo, per poi fare insieme un romantico viaggetto a Verona. 
Vorrei approfondire la questione delle sue “proporste indecenti”: pare abbia persone da presentarmi per “triangoli piccanti”... chissà se potrà venirne fuori qualcosa di buono!

Onestamente non penso sarà possibile sfruttare l' occasione, visto il mio calo di desiderio dovuto all' uso della pillola e il dolore addominale legato all' endometriosi.
La proposta, poi, mi sembrava tanto incentrata sul lato fisico della faccenda e poco sulla connessione intellettuale/emotiva, un vero turn-off per me.
Cosa potrebbero mai sperare di ottenere da me delle persone arrapate, magari con l' aspettativa di di prestazioni da film porno?

Ora come ora, dubito di poter soddisfare chissà quali desideri, anche se ultimamente stiamo un po' migliorando sotto le coperte...
Sono curiosa di sentire cosa Chele ha da propormi di preciso!
In fondo per me non è essenziale cuccare in questo momento. Se potessi farmi  anche solo qualche nuova amicizia, non lo considererei certo un fallimento!

L' altro giorno ho sentito in chat S., la mia amica e collega di sondaggi. Mi è venuta nostalgia del periodo in cui ho vissuto a Mestre, delle nostre serate passate a sgolarci intervistando vecchiette sorde e sgranocchiando ogni sorta di cibo-spazzatura...
La chat di facebook non è mai il massimo dell' efficienza, ma dà sempre il suo peggio quando a cercarmi è una persona con cui ho interesse a comunicare. 
Quando il mio interlocutore è qualche arrapato sfigato che spera di entrare nelle mie grazie facendomi i complimenti per le foto in un italiano sgrammaticato da sms, invece, funziona sempre a meraviglia!

A un certo punto la mia amica mi ha detto che non riusciva a rispondermi velocemente in chat perché stava leggendo il mio blog. “Davvero?” ho pensato io. Ero un po' stupita.
Mi fa sempre un po' strano realizzare che la gente legge effettivamente quello che scrivo.
Anche perché i followers ufficiali, nella finestrella di blogger, sono solo 2...
Non ho idea di quale sia il numero effettivo dei nostri lettori "sommersi".

A volte mi chiedo cosa possa portarli a leggermi, come spesso mi sfugge il perché io stessa scriva. In origine volevo che una coppia poly (noi) parlasse a un pubblico mono per spiegare loro le nostre ragioni, ma mi rendo conto che le persone che ci seguono sono semplicemente nostri amici o persone che già sono “dalla nostra parte”, per così dire. Nessun monogamo sprecherebbe mai le sue giornate a leggerci, se fosse intimamente convinto che stiamo sbagliando.

Credevo di poter aiutare a far crescere il dialogo portando le mie esperienze personali, ma mi rendo conto che, rispetto a tante altre realtà poly presenti nella blogosfera, ho ben poca esperienza da condividere. Ora come ora, a parte il mio Tom, lontano anni luce, che ogni tanto mi cerca su messenger per dirmi che mi ama, non c'è niente che potrebbe portare gli altri a distinguerci da una qualsiasi coppia monogama.

Forse devo imparare ad accettare questa cosa: non ha senso cercare a tutti i costi altri partner per poi ritrovarsi a scegliere frettolosamente e rimanere delusi. Sarebbe come scegliere un partner qualsiasi per paura di restare single per sempre!

Sono disposta ad aspettare le persone giuste, anche se tutto questo baciarsi sotto il vischio mi rende un po' impaziente, e ci sono già un paio di persone con cui vorrei avere il coraggio di farmi avanti... Ma alla fine chissà se lo farò davvero!
Auguratemi buona fortuna..

Moreno sostiene che dovrei avere più fiducia in me stessa, e che potrei scoprire che le persone che mi piacciono in realtà ricambiano molto più spesso di quanto pensi...

Comunque vada, spero di passare un bel Natale e un Capodanno/compleanno col botto!

Credo che ci sentiremo dopo le feste se non avrò voglia di scrivere.

Quindi auguro un Buon Nachele e un felice Capodanno a tutti!

Bacini bacioni
   

domenica 26 settembre 2010

Liguria, gatti e grigliate in famiglia

La settimana che viene sarà piena di eventi: 

Domani andremo a fare un giro all' ikea.
Siccome però ci siamo dimenticati di chiedre il furgone al papà di Moreno, andremo in macchina, e invece dell' armadio prenderemo ciò che riusciremo a portare, come i mobiletti per il bagno e la cucina.

Il piano è di andare all 'ikea in tarda mattinata, poi wok sushi e cinema.
Visto che lui mi sembrava insoddisfatto all' idea di un solo film, gli ho proposto di raddoppiare:
E poi a fine serata, se avremo ancora le forze di riempire la vasca, ci faremo un bel bagno caldo!”

Ne sentiamo proprio il bisogno. Moreno è un po' stressato in questo periodo.
Il clima sul lavoro non è dei migliori, e il divorzio dei suoi due capi si sta ripercuotendo su tutti.
Quando si è stressati da un lavoro a tempo determinato, si sa, ci si interroga sul proprio futuro e se ne esce fuori ancosa più stressati!

Voglio passare una bella giornata con lui, fargli dimenticare tutti i problemi e andarmene lasciandolo tranquillo, visto che poi starò via per quattro giorni! Riusciremo a resistere così tanto senza vederci??
Per lo meno gli porterò un bel regalino al mio ritorno: altri due gatti.

Eh sì, finalmente si torna in Liguria!
Dopo attenta riflessione ho deciso che porterò su Leo e Pepe.
Leo ha avuto un brutto incidente alla spina dorsale, e ora più di tutti ha bisogno di attenzioni e di cure.
Pepe d' altro canto mi bestemmierebbe dietro l'impossibile se non la prendessi su, dopo tutta la fatica che ho fatto in questi anni per portarmela sempre dietro ovunque.
Almeno credo che per lei sia così...

A pensarci bene, è passato più di un anno da quando ho lasciato Riccardo e li ho mollati da mia nonna.
La mia paura più grande è che si siano già belli e dimenticati di me!

Starò solo un paio di giorni. Giusto il tempo di vedere le due Francesche, che mi mancano immensamente, impacchettare un paio di cose, salutare nonna e mamma e tornare su per la grigliata di famiglia, Domenica prossima. Un evento a cui saranno presenti i parenti di Moreno dalla parte di suo padre.

Mi fa sempre un po' strano che i suoi, pur vivendo in città vicine, non si vedano e non si parlino mai.
La cosa ovviamente ha influenzato anche la configurazione familiare, per cui ci troviamo ad avere cene raddoppiate, con i parenti delle due parti rigorosamente separati in due blocchi.
Invece nel caso dei miei familiari, si sono persi di vista solo quando hanno iniziato a trasferirsi lontano, e anche allora sono rimasti in rapporti abbastanza civili.


Dubito che i tre fratellini di Moreno potrebbero frequentarsi e giocare insieme, anche se non ho mai chiesto delucidazioni al riguardo.
E' triste vedere come gli errori dei genitori ricadano sempre sui figli.
Ma capisco anche il desiderio di tagliare ogni contatto. Io ne so qualcosa.

Non so cosa aspettarmi da questa grigliata, e mi sento un po' a disagio con il padre e la matrigna di Moreno. Non abbiamo ancora detto loro che siamo una coppia aperta, e anche se abbiamo stabilito che non è prioritario al momento, mi sento come se ci fosse un muro di silenzio tra me e loro.
Mi sento a disagio, e non dovrei sentirmi a disagio per quello che sono.

La verità è che questa segretezza inizia a pesarmi...

Mi rende nervosa soprattutto l' idea che ci saranno parenti a me sconosciuti, e che faranno un sacco di domande su di me, su cosa faccio, sul come ci siamo incontrati e come abbiamo deciso di metterci insieme. E qui salterà fuori che siamo una coppia-nerd, cioè che ci siamo “incontrati” su internet.
Già al matrimonio è stato imbarazzante, ma in qualche modo me la sono cavata senza mentire né scandalizzare nessuno... non sapevo ancora se Moreno avesse deciso di dire apertamente come ci siamo conosciuti, così mi sono limitata a divagare e spostare l' attenzione sui miei studi, e sul fatto che comunque adesso conviviamo... e ha funzionato!
Però non mi ha fatta sentire meglio.
Devo molto al sito in cui ho incontrato Moreno e Tom, e mi sembra disonesto negarlo.
Ma odio anche essere al centro dell' attenzione, e apparendo molto “diversa” da chi ho davanti, spesso ottengo proprio l' effetto temuto.
Specie a una cena piena di gente oltre i 40.
L' unica nota positiva è che starò con Moreno tutto il tempo.
Stavolta non dovrà abbandonarmi a metà cena per andare a lavorare, come è successo al matrimonio di sua cugina!
E poi se voglio che i suoi parenti mi conoscano per ciò che sono veramente, dovrò anch' io cercare di conoscerli un po' meglio.

Sigh, speriamo che almeno si mangi bene!

Se sopravvivo vi tengo aggiornati.

Baciozzi

b

domenica 12 settembre 2010

Consigli per gli acquisti Part 2




Ok, seconda parte della mail di risposta... stavamo parlando del fare infantile di alcuni mono che si innamorano di noi poly e cercano di "prenderli al lazo" col loro amore a senso unico: Perché sono infantili? cosa li rende così insicuri e ciecamente convinti che amore=gelosia e vero amore=castrazione?


Beatrice Gamba 07 settembre alle ore 0.11

-secondo tempo! -

La maggior parte degli adulti gestisce ancora i propri rapporti come faceva a 7anni.. E in quell'età la maggior parte dei genitori benestanti li viziava pesantemente. 
Parlando di genitori e affini, loro meritano un capitolo a parte. Possono assumere atteggiamenti protettivi o di disprezzo, e sono entrambi sgradevoli. Fin qui avrai forse notato la somiglianza tra il mondo poly e quello gay/bi. Infatti, essere sé stessi con i propri amici/parenti/colleghi ha lo stesso valore -e gli stessi possibili effetti tragicomici-di un coming out! Il mondo là fuori non è nostro amico, e per quanto sia brutta l'idea di non poter gridare ai quattro venti chi siamo veramente, dobbiamo scegliere con cura di chi fidarci tra parenti, amici e colleghi. Purtroppo questo è molto soggettivo, non mi sento di darti suggerimenti in merito. Ti posso solo raccontare la mia esperienza personale per darti un'idea : mia madre ha accettato senza problemi sia la mia bisessualità che la mia relazione aperta (eh sì, doppio coming out per me!) la sua unica preoccupazione è che altri possano approfittarne, e credimi, succede davvero TROPPO spesso se non stai attenta! Mio fratello rientra nella categoria dei "buona fede": come tutti i fratelli maggiori critica tutto quello che fa la sorellina scema e spera che non mi capiti niente di brutto. E ovviamente tutti i miei fidanzati sono stupidi a prescindere, a detta sua! :D Ma mi vuole bene e cerca di capirmi almeno un po', a modo suo.. Mia nonna ha avuto la reazione passivo-aggressiva di non dirmi direttamente che era a disagio, ma mi ha fatto capire di non portare più di un partner alla volta a casa a dormire perché "cosa penseranno i vicini" .. Così mia madre si è incazzata e ha preso le mie difese dicendo che posso portare a casa chi voglio. Per quel poco che vado lì, penso che i vicini si possano anche inculare. Non parlo con mio padre da anni , non so cosa pensi e non mi interessa. Così ho un parente in meno di cui occuparmi! ;)
La mia scelta è stata di essere pubblicamente poly e bisessuale, come si vede dal profilo di facebook. Ne parlo tranquillamente con i miei familiari più stretti e con qualche amico fidato e non si fanno problemi. Per tutti gli altri, seguo la regola dello "spiega se qualcuno chiede" , ma ho deciso di non pubblicizzare la mia libertà sessuale in modo invasivo, perché so che è quello che uno in "cattiva fede" farebbe per attirare l'attenzione. Non ho bisogno di pubblicità per essere me stessa! Questo non significa che non mi faccia vedere in giro con i miei due ragazzi: ci piace passeggiare mano nella mano nella mano, e non mi faccio problemi a baciare entrambi in pubblico. Non sono il tipo di ragazza a cui piace far reggere il moccolo agli amici, specie se single, e quindi se siamo in gruppo riduco un po' le effusioni per rispetto nei loro confronti, ma dei benpensanti o degli sconosciuti sinceramente non me ne curo.
Ieri sono andata nella pizzeria dove lavora Moreno assieme a Tom, l'altro ragazzo, e tutti sapevano che sto con Moreno ma mi vedevano baciarmi e abbracciarmi con lui. È stato divertente mandare in tilt il cervello di un paio di ragazzine e vedere la padrona del locale ubriacarsi dopo la rivelazione che "sì, Moreno sa tutto e gli va bene così".

:D

Ovviamente se la cosa avesse potuto creare problemi sul lavoro a Moreno ci saremmo comportati diversamente, ma lui mi ha assicurato che non c'era nessun problema.
Le relazioni pubbliche purtroppo sono ancora molto condizionate dal giudizio della gente, e i problemi sul lavoro sono i più insidiosi dopo quelli legali per un poly.
Conosco un amico che sta segretamente lavorando alla traduzione del libro, ma che non può dichiararsi poly perché la ex moglie si appiglierebbe alla sua "scarsa moralità" per ottenere la custodia esclusiva del loro figlio.
Io stessa ho subito del mobbing in uno dei miei precedenti lavori,per non parlare della massa di colleghi arrapati,tutti ovviamente fidanzati e mono, che ci provano con te perché il lavoro è noioso e vogliono divertirsi un po'. I genitori di Moreno sono divorziati e si sono entrambi risposati.mentre la mamma sa tutto ed è una grande, Moreno deve ancora trovare il modo di parlarne con il padre, e conoscendoli sappiamo che questo porterà a discussioni e a una reazione da parte loro tendente alla 2nella hit parade.. "Io sono la strega che lo ha traviato e non vado bene per lui"!
Temo di non poterti aiutare molto sul piano delle relazioni, i miei due ragazzi li ho trovati su un sito di nome okcupid, ho messo il link del mio profilo su facebook. Le poche persone poly che conosco le ho incontrate tutte su internet. Calcola che in italia ci sono davvero poche persone interessate al discorso e disposte ad esporsi, la maggior parte degli italiani non-monogami sceglie comunque di sposarsi e di percorrere la via dello scambismo, più arida di sentimenti e più "gestibile" da persone insicure e condizionate dall'ambiente ipocrita e bigotto tipicamente nostrano. ed è una via davvero deludente per un poly.. Ti basta sentirli parlare per capire che per loro un nuovo partner è solo un pezzo di carne (hanno un gergo tutto loro: non cercano mai una ragazza, cercano una "singola".. E per loro è importante che sia "pulita" e "discreta" , ma non esprimono mai preferenze sul carattere o i gusti di un potenziale partner, perché tanto lo cercano solo per fottere.. davvero inquietante..) La maggior parte dei veri poly in italia ha optato per scelte davvero estreme: hanno così in odio il bigottismo e l'ipocrisia di una società che rifiuta il loro modo di amare, che i più finiscono per disprezzare in toto i valori che questa società propone e vivere in bianco e nero. Alcuni poly che conosco sono perfettamente tranquilli all'idea di dividere la casa con un gruppo di adulti, ma sono assolutamente contrari all'idea di avere dei figli insieme. Oltre a rifiutare le religioni e le cerimonie convenzionali, evitano anche di festeggiare giorni festivi come i compleanni o il Natale, dicendo che queste feste consumistiche non significano niente per loro e sono solo una scusa per fare acquisti ingrassando qualche multinazionale, ecc ecc. Molto radicale, anche troppo per i miei gusti.

Io voglio avere tanti figli e festeggiare i giorni che consideriamo importanti assieme ad una grande famiglia.
Per me la coesione è molto importante, proprio come è importante che ognuno abbia il suo spazio privato. Non ti so dire se ciò che spinge queste persone a rifiutare l'idea "classica" di famiglia sia una scelta consapevole, un senso generale di ribellione, una serie di brutte esperienze o la paura di non essere buoni genitori.. Io stessa ho tutte queste 3 cose in me, ma questo non mi impedisce di scegliere consapevolmente di impegnarmi a essere una brava mamma, in futuro.

La tua domanda su come "non farsi ridere dietro" mi ha fatto un po' sorridere sulle prime, ma poi ho ripensato a come mi sentivo all'inizio e ho capito il tuo timore: è difficile credere in sé stessi quando si è soli all'inizio di un'impresa che sembra titanica. Ti sembrerà che tutti ti prendano per una puttana disfunzionale che vuole solo attirare l'attenzione. Sarà dura, ma l'atteggiamento degli altri ti permetterà anche di capire chi è davvero tuo amico e chi no. Di tutti gli amici che ho, quelli che già consideravo i miei migliori amici mi hanno sostenuta e appoggiata, mentre ho perso i contatti solo con alcuni conoscenti di cui non avevo molta stima. Ora anziché preoccuparmi di chi possa ridermi dietro, sono io a ridere dietro a chi resta a bocca aperta quando mi vede baciare i miei due ragazzi, e ci siamo fatti delle sonore risate quando Moreno ci ha riferito alcune recenti sparate, tipo: "ma non sei geloso? Io al posto tuo farei una strage!" (n.b.: cose dette SEMPRE da coppie monogame che dopo pochi anni di matrimonio e di corna mastodontiche si apprestano a divorziare).

Ci sono anche sorprese piacevoli, come gente che ti stringe la mano e che fa il tifo per te.

Un consiglio: ci sarà sempre chi ti giudica e ti vuol far sentire fuori posto. Tu impara a farti scivolare addosso i commenti e gli sguardi, e porta pazienza spiegando con calma cosa sta succedendo solo a chi lo merita davvero. Non vale la pena di diventare pazzi per gente di cui non ti importa. E il bello è che il 99% di chi ti critica ha una vita così incasinata che non ha proprio diritto di dire niente! Dichiarare le tue idee va bene, ma farne sfoggio è controproducente, perché può essere inteso come un modo per "cuccare" di più o fare la sensazione che tu ti senta superiore, e fa allontanare chi ti piace. È difficile azzeccare la tempistica, assicurati di parlare del tipo di rapporto che vuoi prima di iniziare a uscire con qualcuno e dopo averci stabilito un contatto verbale: se verrà fuori che è mono, sarai stata sincera e avrai impedito ad entrambi di imbarcarvi in un rapporto destinato a fallire in partenza! Per ora comunità poly in italia non ce ne sono e temo tarderanno ancora a formarsi, ma se ognuno di noi collabora e fa uscire fuori un pezzetto di sé si potrebbe iniziare a organizzare degli incontri e combinare qualcosa di concreto! Per ora contribuisco nel mio piccolo con un blog e traducendo alcune cose che ci riguardano,articoli e quant'altro. Quando avrò più tempo libero mi piacerebbe fare dei documentari o un videoblog, e girare l'italia in cerca di nostri consimili, non so se hai mai visto "i viaggi di nina" su la7.. Sarebbe bellissimo fare una cosa simile per i poly in italia! Mentre sogno e faccio progetti ti chiedo intanto se posso usare la tua mail e questa risposta sul blog mio e di Moreno, fammi sapere se devo cambiare qualcosa e se preferisci che tolga/cambi il tuo nome per questioni di privacy!

Grazie della pazienza se sei arrivata a leggere fino qui.. E a presto!

Passo e chiudo

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