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mercoledì 8 dicembre 2010

GLI AMICI DEL TUO PARTNER


GLI AMICI DEL TUO PARTNER

*premessa: mi scuso per l'orribile uso del genere maschile/femminile in questo post: purtroppo la lingua italiana vuole il maschile neutrale quando il genere del soggetto non è specificato, ma siccome essendo femmina questa regola mi è venuta un po' a noia, e siccome noi abbiamo sia amici maschi che amiche femmine, ho deciso di mescolare i due generi arbitrariamente.
Poi essendo bisessuale, non vi dico quanto poco mi importi delle pudenda di potenziali partner!
Mi scuso se la cosa manda in confusione le lettrici femmine e i lettori maschi!
Vi conviene abituarvici: è l' unico modo che ho trovato per non far sentire né maschi né femmine esclusi dal discorso! *

In un momento di coccole, io e Moreno abbiamo discusso gli Agreements del nostro rapporto, ispirandoci ad alcune parti del libro "The Ethical Slut", un libro che mi è stato regalato da un caro amico.
Non è mai stato pubblicato in Italia, forse a causa dell' argomento che tratta: le relazioni aperte e dintorni.
Visto che la maggior parte dei miei amici non ha voglia o non è in grado di leggerlo in inglese, ho deciso di farne una traduzione non-ufficiale, cosa che però mi sta prendendo più tempo del previsto.

Gli agreements, secondo Il Libro, sono degli accordi ESPLICITI, stipulati all' interno di una coppia o di una cerchia di partner mettendone tutti al corrente in maniera diretta.
Hanno lo scopo di non ferirsi inavvertitamente, dando per scontate alcune cose che l' altro potrebbe non aver preso in considerazione.

Siete gelosi del vostro letto, e non volete che nessuno oltre a voi e al vostro coniuge ci dorma? Stabilite accordi per dormire fuori quando si fa un' orgia!
Non volete prestare Il vostro "giocattolo" a nessuno? Dite chiaramente agli altri partner di comprarsene uno tutto loro.
E così via.

Un post più dettagliato verrà fatto in seguito, ma per ora voglio concentrarmi sul "chi puoi farti", sottogategoria: amici del tuo parter, sì o no?

Uno degli agreements più importanti e prioritari , da impostare in una relazione aperta, è con quali categorie di persone possiamo provarci senza ferire i partner già esistenti.
Io e Moreno siamo abbastanza elastici, non ci vieteremmo mai di frequentare una persona a priori per il lavoro che fa o per lo stile di vita che ha.

Ci sono categorie che abbiamo demarcato come tabù, per ovvie ragioni:
Abbiamo escluso parenti, amici stretti di famiglia e colleghi (ho già avuto problemi con questi ultimi).

La nostra discussione si è un po' incagliata alla voce AMICI: 
Siamo in disaccordo sull' atteggiamento da tenere. Secondo lui non ci sono poi tanti problemi, mentre io ho paura che un coinvolgimento dei nostri amici nella nostra vita sessuale-affettiva potrebbe risultare disastroso.

DEFINIZIONE DI AMICI: Premetto che con "amici" non intendo la larga cerchia di persone con cui ci si trova a bere una birra la sera, ma solo gli amici più stretti: un rapporto che ha ormai superato il semplice livello di "collega" o "conoscente", quindi persone di cui sentiamo di poterci fidare e che pensiamo possano capirci meglio di quanto farebbe ad esempio un parente, proprio perché gli amici, a differenza dei familiari, si scelgono. Per essere chiari: le mie amiche sanno tutte che io e Moreno siamo una coppia aperta, mentre con conoscenti e colleghi preferisco tutelare la mia privacy per non subire discriminazioni.


Sì O NO?: E' difficile elaborare un piano d' azione universale, anche perché i nostri amici sono un gruppo molto eterogeneo. Si tratta di rapporti diversissimi tra loro  per carattere, situazione in cui ci siamo conosciuti, opinioni e gusti in comune: alcuni li conosciamo dalle elementari-medie, altri dal liceo, altri li abbiamo conosciuti sul lavoro o all' università.

I nostri amici sono diversi da noi. ci siamo divisi e riuniti varie volte nel corso del tempo, e spesso abbiamo fatto scelte ed esperienze profondamente diverse, come quelle di relazione: 
Una mia amica ha di recente avuto un bimbo all' interno di una relazione monogama, l' altra mi ha sempre detto di voler restare vergine fino al matrimonio, un' altra è single felice di esserlo, perché mette lo studio e gli amici prima degli uomini, e un' altra ancora preferisce i trombamici alle relazioni monogame fisse.

Non conosco abbastanza gli amici di Moreno per poter parlare di loro, ma suppongo che anche tra loro si possano riscontrare atteggiamenti estremamente diversificati, nei confronti del sesso e delle scelte di relazione.

Oltre a ovvi motivi di compatibilità con il partner, coinvolgere nostri amici più o meno stretti nella nostra vita sentimentale potrebbe anche avere conseguenze sulle nostre vite.

Tutto questo varia a seconda del livello di coinvolgimento , ma in linea generale, la mia scarsa esperienza in questo campo mi ha insegnato che coinvolgere degli amici a livelli "bassi" (la tipica soluzione "solo un po' di sesso tra amici") nel tentativo di non creare troppo conflitto, porta facilmente a un abbassamento del rispetto e della stima che questi amici hanno di te.
Se non a un azzeramento!

La mia esperienza è troppo limitata per affermare con assoluta certezza che le amicizie possano sempre e solo essere rovinate da un coinvolgimento sentimentale o sessuale, piuttosto che arricchite dall' introduzione del contatto fisico come nuova dimostrazione di affetto.

Ma la mia paura che la brutta storia si ripeta mi porta a cercare di evitare l' eventualità il più possibile, relegando (ingiustamente) le persone che identifico come "amiche" in una sorta di limbo asessuato della mia psiche, in cui sia assolutamente inconcepibile anche solo ipotizzare una relazione diversa con loro.
Benvenuti nella "zona amici", gente!

Mi spiego meglio: la mia paura principale è che un rapporto di amicizia, già impostato da anni, con le sue dinamiche e i suoi delicati equilibri, possa risentire di una nuova dimensione fisica.
Se anche un rapporto tanto antico potesse sopravvivere a un cambiamento così profondo, non credo sia possibile senza un certo grado di destabilizzazione, disturbo o addirittura danno all' amicizia.

Visto che sono la solita pessimista, durante la discussione con Moreno sono stata io a portare le ipotesi più negative. Mi sono chiesta: qual' è la cosa peggiore che potrebbe succederci?

_ La persona coinvolta potrebbe sentirsi solo un nostro giocattolo.
Vedendoci così affiatati, e partendo dal presupposto che viviamo insieme e ci conosciamo meglio di chiunque altro, potrebbe sembrare impossibile a un altro partner inserirsi ed essere considerato un nostro pari, invece che solo un' appendice del nostro rapporto. 
Data la nostra scarsa esperienza e l' assenza, finora, di altri partner fissi, saremmo noi abbastanza bravi da non dare questa brutta impressione?

_ L' amico coinvolto potrebbe vedere il partner come un semplice svago, in attesa di una storia seria, mentre questo potrebbe affezionarsi e soffrirne.

_Tra gli altri amici potrebbe innescarsi il meccanismo del "perché proprio lui/lei e noi no?"
(Giuro che è possibile. Non l' ho vissuto in prima persona, ma mi è stato raccontato!)

_ Potrebbe esser bello finché dura, e poi alla prima prospettiva di una relazione normale, di un partner standard, mono e geloso, una persona presentabile ai propri genitori, l'altra partner abbandoni la nave, spezzandoci il cuore.

_ La cosa potrebbe iniziare per l'altro come un gioco, e quando inizia ad innamorarsi seriamente di uno dei due partner cerchi, come la più classica impostazione culturale monogama suggerisce, di dividerci per avere l'amato tutto per sé.

_ Se i genitori della persona in questione fossero estremamente bigotti o allergici a certe tematiche, potrebbe rendersi necessario agire nell' ombra, che è una cosa che odio: se sto bene con una persona, e il mio starci bene non danneggia nessuno, perché dovrei vergognarmene, nascondermi come se avessi rubato qualcosa?

Già mi mette a disagio il fatto che il padre di Moreno e famiglia non siano ancora stati informati. Dover tenere altri segreti mi farebbe uscire di testa.
Non andrei certo a urlarlo ai quattro venti, ma non voglio dover stare attenta ogni minuto della mia vita a non essere troppo affettuosa in publico, se la mia dimostrazione di affetto è una naturale conseguenza di ciò che provo. 
Ho impiegato anni a capire che non devo vergognarmi di quello che provo e del contatto fisico con qualcuno che mi piace, non voglio invertire il senso di marcia proprio ora, vanificando tutti i miei sforzi.

Avere un altro ragazzo, da qualche parte in Germania, a molti chilometri da qui, una persona che può venirci a trovare solo un paio di settimane all' anno, non  ha lo stesso impatto di aggiungere un partner fisso al rapporto.

Si tratterebbe di una persona che  può vederci quando gli va, passare con noi tutti i weekend che vuole, e fermarsi a dormire  con noi ogni volta che ne ha voglia.
(Wow, che bello! Sarebbe una figata pazzesca...)
Come la prenderebbero le persone che sanno della nostra scelta di vita?
Potremmo subire ostracismo? Pressioni? Prevaricazioni?

Sarebbe un bel terremoto. Soprattutto se si tratta di una persona che tutti i nostri amici e parenti conoscono già come "nostra amica", e quindi già beneficiaria di un certo grado di affetto da parte nostra: Non sarebbe il primo tizio sconosciuto che viene coinvolto solo per mettere un po' di pepe in una coppia annoiata e che può essere scaricato quando finisce il divertimento. 
O per lo meno io non riuscirei a vederla in quest' ottica, e non è questo che cerco in un rapporto, Primary o Secondary che sia.
Anche questa suddivisione è inadeguata e meriterebbe una precisazione, ma non voglio dilungarmi troppo per ora.

La suddivisione su cui voglio soffermarmi oggi, invece, è quella tra la mentalità femminile e maschile, così come tra amicizie maschili e femminili.
Non parlo strettamente di persone biologicamente maschi o femmine, ma più che altro di una diversa sensibilità e impostazione mentale. Possono esistere uomini "femminili" e donne "maschiacce", amicizie maschili tra donne e femminili tra maschi.

Chiariamo subito che non intendo offendere o sminuire nessuno dei due sessi, con questa distinzione:

amicizia maschile: ha un ruolo attivo: c'è più goliardia, cameratismo, sostegno collettivo, tifo e gioco di squadra, la la tendenza a vedere il lato ludico e demenziale delle cose, ma anche l' ostentare durezza e sicurezza di sé, che porta inevitabilmente a una certa desensibilizzazione, superficialità e distacco emotivo, reale o anche solo ostentata.
(Ho avuto amiche femmine di questo tipo, tanto per chiarire il concetto di sopra.)

Amicizia femminile: ha un ruolo passivo: viene vissuta con più profondità e sentimento, cosa che però può portare a una minore libertà di azione, ad atteggiamenti meno diretti e più tipicamente passivo-aggressivi, maggiori possessività e competizione per il titolo di gmigliore amicizia/amicizia del cuoreh, più gelosia e divisione nel gruppo, un' emotività di solito più difficile da canalizzare in maniera razionale, e una certa tendenza a prendersi troppo sul serio. Una tensione maggiore, insomma.
(ho avuto sia amicizie che fidanzati- MASCHI- di questa categoria.).

Lo so, L' uso di maschile e femminile in questo discorso è un po' confusionario, ma mi serviva a rendere l' idea di 2 differenti atteggiamenti mentali, identificabili come principio maschile e principio femminile, non per forza legati al sesso biologico delle persone coinvolte. 
Non a caso ho usato i simboli di Marte e Venere per dare l' idea: Sono gli archetipi del maschile e del femminile per eccellenza!

Con queste premesse, è facile supporre che alle due amicizie, se coinvolte su un piano fisico, potrebbe corrispondere una diversa impostazione del rapporto, sfociante, nel peggiore dei casi, ai due estremi opposti del solo divertimento sessuale superficiale nel caso , e sulla eccessiva possessività e competitività per chi è gl'amante del cuoreh , quindi per il ruolo di primary, nel caso .
Con tutti i problemi relativi di cui sopra. Problemi che eviterei volentieri!!

Insomma, sarebbe un rapporto destinato a durare nel tempo, a essere stabile? Arricchirebbe davvero le nostre vite? O le difficoltà supererebbero i benefici?Funzionerebbe come ha funzionato essere "solo" amici per tutti gli anni precedenti?
In fondo, a pensarci bene, solo perché sono amica di qualcuno non vuol dire che possa andarci d'accordo anche come partner. 
Sopporterei lo stesso i difetti di alcune mie amiche, se fossero la mia ragazza? E gli amici di Moreno? Li conosco troppo poco per poter dare un parere. Ma in fondo, diciamocelo, potrei seriamente piacere a qualcuno di loro? Io non sono né una ragazza nerd, né una rockettara, né tantomeno un' otaku o una inpallata con le materie scientifiche, quindi non vedo molta compatibilità né speranze per un futuro assieme, all' orizzonte.

Una delle mie amiche piace molto a Moreno, e io non ho grandi problemi nel dare loro la mia benedizione. Quindi l' unico loro ostacolo è di tipo fisico: vive terribilmente lontano da noi.
Quando penso a lei , non riesco a vedermici nello stesso letto, e lei stessa una volta mi ha detto che le "farebbe strano stare con me più per il fatto che ci conosciamo da tanti anni che per il fatto che siamo due ragazze".
Ma è davvero perché non mi piace? Forse invece è l' esatto contrario: avrei paura di perdere un' amica e una ragazza che mi piace in un sol colpo.
Viceversa, se dovessi essere rifiutata perché considerata "solo" un' amica, non so proprio come potrei prenderla, visti i miei problemi ad accettare un rifiuto. Un giorno scriverò anche di questo...

Chiunque possa essere coinvolto, tra amici miei o di Moreno, sorgerebbero sicuramente un sacco di problemi. Problemi che ora come ora non me la sentirei di affrontare. 
Almeno non da sola. 

Ma già, a volte dimentico che non sono più sola!

Non credo sia meglio affidarsi a perfetti sconosciuti per trovare altri partner fissi, come ho già un po' spiegato nel post su polyamory e siti di dating.

Ammetto che un certo grado di neutralità, il distacco emotivo, la possibilità di avviare un rapporto da zero possano rendere le cose meno faticose all' inizio. 
Ma alla lunga avverto un maggiore rischio di essere usati da uno che non si conosce, piuttosto che da un amico di cui ci si fida da sempre. 
La posta in gioco,però, può essere molto più alta. (la nostra amicizia, per esempio).

Morale della favola? Sono arrivata a una conclusione: stabilire un agreement che escluda in toto e a priori la categoria così variegata degli AMICI non solo sarebbe una mossa stupida, ma anche controproducente, perché ci porrebbe in una bolla di isolamento da cui i nostri amici ci guarderebbero con distacco, come una sorta di "coppia intoccabile". 
Insomma, sarebbe peggio che essere mono!!

E' anche abbastanza inutile fare tutto questo discorso prima di aver individuato un potenziale partner tra i nostri amici.
Se e quando l' occasione si presenterà, dovremo valutare il singolo caso , in base alla persona che avremo davanti.
Dovremo stabilire dei nuovi agreements con loro, pronti a rinegoziare in ogni momento se i risultati non soddisfano TUTTI, senza lasciarci condizionare dal rapporto preesistente con questa persona, con le sue leggi ormai rese implicite dal tempo.

Quindi lasciamo una porta aperta, anzi socchiusa . Chissà mai che qualcuno possa decidere di entrare... nel caso, l' accoglieremo a braccia aperte!
  

domenica 26 settembre 2010

Liguria, gatti e grigliate in famiglia

La settimana che viene sarà piena di eventi: 

Domani andremo a fare un giro all' ikea.
Siccome però ci siamo dimenticati di chiedre il furgone al papà di Moreno, andremo in macchina, e invece dell' armadio prenderemo ciò che riusciremo a portare, come i mobiletti per il bagno e la cucina.

Il piano è di andare all 'ikea in tarda mattinata, poi wok sushi e cinema.
Visto che lui mi sembrava insoddisfatto all' idea di un solo film, gli ho proposto di raddoppiare:
E poi a fine serata, se avremo ancora le forze di riempire la vasca, ci faremo un bel bagno caldo!”

Ne sentiamo proprio il bisogno. Moreno è un po' stressato in questo periodo.
Il clima sul lavoro non è dei migliori, e il divorzio dei suoi due capi si sta ripercuotendo su tutti.
Quando si è stressati da un lavoro a tempo determinato, si sa, ci si interroga sul proprio futuro e se ne esce fuori ancosa più stressati!

Voglio passare una bella giornata con lui, fargli dimenticare tutti i problemi e andarmene lasciandolo tranquillo, visto che poi starò via per quattro giorni! Riusciremo a resistere così tanto senza vederci??
Per lo meno gli porterò un bel regalino al mio ritorno: altri due gatti.

Eh sì, finalmente si torna in Liguria!
Dopo attenta riflessione ho deciso che porterò su Leo e Pepe.
Leo ha avuto un brutto incidente alla spina dorsale, e ora più di tutti ha bisogno di attenzioni e di cure.
Pepe d' altro canto mi bestemmierebbe dietro l'impossibile se non la prendessi su, dopo tutta la fatica che ho fatto in questi anni per portarmela sempre dietro ovunque.
Almeno credo che per lei sia così...

A pensarci bene, è passato più di un anno da quando ho lasciato Riccardo e li ho mollati da mia nonna.
La mia paura più grande è che si siano già belli e dimenticati di me!

Starò solo un paio di giorni. Giusto il tempo di vedere le due Francesche, che mi mancano immensamente, impacchettare un paio di cose, salutare nonna e mamma e tornare su per la grigliata di famiglia, Domenica prossima. Un evento a cui saranno presenti i parenti di Moreno dalla parte di suo padre.

Mi fa sempre un po' strano che i suoi, pur vivendo in città vicine, non si vedano e non si parlino mai.
La cosa ovviamente ha influenzato anche la configurazione familiare, per cui ci troviamo ad avere cene raddoppiate, con i parenti delle due parti rigorosamente separati in due blocchi.
Invece nel caso dei miei familiari, si sono persi di vista solo quando hanno iniziato a trasferirsi lontano, e anche allora sono rimasti in rapporti abbastanza civili.


Dubito che i tre fratellini di Moreno potrebbero frequentarsi e giocare insieme, anche se non ho mai chiesto delucidazioni al riguardo.
E' triste vedere come gli errori dei genitori ricadano sempre sui figli.
Ma capisco anche il desiderio di tagliare ogni contatto. Io ne so qualcosa.

Non so cosa aspettarmi da questa grigliata, e mi sento un po' a disagio con il padre e la matrigna di Moreno. Non abbiamo ancora detto loro che siamo una coppia aperta, e anche se abbiamo stabilito che non è prioritario al momento, mi sento come se ci fosse un muro di silenzio tra me e loro.
Mi sento a disagio, e non dovrei sentirmi a disagio per quello che sono.

La verità è che questa segretezza inizia a pesarmi...

Mi rende nervosa soprattutto l' idea che ci saranno parenti a me sconosciuti, e che faranno un sacco di domande su di me, su cosa faccio, sul come ci siamo incontrati e come abbiamo deciso di metterci insieme. E qui salterà fuori che siamo una coppia-nerd, cioè che ci siamo “incontrati” su internet.
Già al matrimonio è stato imbarazzante, ma in qualche modo me la sono cavata senza mentire né scandalizzare nessuno... non sapevo ancora se Moreno avesse deciso di dire apertamente come ci siamo conosciuti, così mi sono limitata a divagare e spostare l' attenzione sui miei studi, e sul fatto che comunque adesso conviviamo... e ha funzionato!
Però non mi ha fatta sentire meglio.
Devo molto al sito in cui ho incontrato Moreno e Tom, e mi sembra disonesto negarlo.
Ma odio anche essere al centro dell' attenzione, e apparendo molto “diversa” da chi ho davanti, spesso ottengo proprio l' effetto temuto.
Specie a una cena piena di gente oltre i 40.
L' unica nota positiva è che starò con Moreno tutto il tempo.
Stavolta non dovrà abbandonarmi a metà cena per andare a lavorare, come è successo al matrimonio di sua cugina!
E poi se voglio che i suoi parenti mi conoscano per ciò che sono veramente, dovrò anch' io cercare di conoscerli un po' meglio.

Sigh, speriamo che almeno si mangi bene!

Se sopravvivo vi tengo aggiornati.

Baciozzi

b

mercoledì 28 aprile 2010

Stavolta Mr. Monogamy non vince


Resto a guardare fisso il monitor, le dita rattrappite dall' ansia.
I miei occhi vedono le righe della chat scorrere in successione mentre scrivi, ma il cervello non registra le parole che cercano di raggiungermi come un fastidioso brusio di fondo nella coda dell'occhio.
Un calo di attenzione. Può capitare, soprattutto a me capita quando sono costretta ad ascoltare un discorso noioso. O sono stanca. O quando mi fa male quello che sento e cerco di respingerlo, affossarlo nel profondo.
Se fossi qui ora mi staresti spiegando a voce che il nostro rapporto deve cambiare, perché tu così non sei felice, perché se ami una persona non hai bisogno degli altri, bla bla bla...
Bisogno.Come se le persone dovessero stare insieme per bisogno. Che stronzata!! Ma cosa vuol dire??è chiaro che non ho bisogno degli altri, non ho bisogno neanche di te, ma che c'entra? io sto con te perché mi piaci, mica per BISOGNO...
Come al solito non ascolto, mi attacco alle parole e all'uso delle parole, schivando il loro significato, fingendo di ascoltare. O forse ascolto, ma fingo di non ascoltare. Non sono presente. Dimentico quello che provo. Fa troppo male.
"Ti prego non abbandonarmi" piagnucola la bambina rannicchiata nel mio stomaco.
Sì sì è tutto a posto, sapevo che sarebbe successo prima o poi. E' solo... che io puntavo sul "poi".
Non mi ero accorta che, per te, il momento di separarsi era già giunto da un pezzo.
Rimugino sul "In cosa ho sbagliato" : dovevo darti più attenzioni, ascoltarti di più, venirti a trovare.
Chissà, magari concentrandomi su di te avrei allungato i tempi, guadagnato ancora qualcuno dei tuoi weekend liberi, se ne avessi avuti ancora.
Ma sono stata egoista e ho avuto poco tempo ed energie da dedicarti.
Non sono ancora così brava da ascoltare chi amo e capire i suoi bisogni.
I tuoi bisogni, però, me li hai fatti capire fin troppo bene: tu puoi accettare di stare solo con una ragazza che rinunci agli altri uomini per te.
Rinunciare a Moreno per te mi renderebbe felice? No, anzi perderei due persone in una botta sola e finirei per odiarti e sentirmi in trappola.
Ancora una volta mi trovo spezzata a metà nel solito dilemma: Sono io a non essere abbastanza[inserire aggettivo qualsiasi qui] per te, o sei tu lo stronzo che mi respinge ingiustamente perché non capisce ? Perché vuole controllarmi e imbrigliarmi?
E' inutile che ci provi, non esiste soluzione soddisfacente al problema: io sono poly, tu sei mono. Fine delle trasmissioni.

La maggior parte della gente, là fuori, non sa nemmeno che persone come noi esistono.
Quei pochi che si sforzano di informarsi, ricevono informazioni distorte da battutine ironiche e pregiudizi, o le filtrano da sé in un bricolage interpretativo adattato ai loro schemi mentali.
Così l'opinione diffusa sulla polyamory è che sia solo una nuova strana moda passeggera, o un modo moderno per troieggiare in giro senza troppi rimorsi.
In ogni caso, quello che passa è solo l'aspetto "ludico" dell' essere poly, che non può comunque certo essere considerato un modo serio di amare ed impegnarsi in un rapporto, ci mancherebbe!
A nessuno di questi geni passa per l'anticamera del cervello che in una relazione con più partner l'invesimento di emozioni ed energie, e di conseguenza lo stress, vanno moltiplicati per il numero di relazioni esistenti, e che quindi non c'è proprio un bel cazzo di ludico.
Forse i poly non soffrono quando si lasciano? Massì, ma tanto di che mi lamento? tanto per ogni tizio che mi lascia c'è sempre qualcuno subito pronto a consolarmi, no?
E invece non so dove sbattere la testa.
"quindi mi scarichi. è finita."
"beh scarico.. non ci siamo mai neanche 'caricati'.. come si fa a lasciare una con cui non ti sei mai messo?"
Ecco i soliti giochini di parole per riportare la principessina delle fiabe sulla terra, promemoria del fatto che non siamo dolci fidanzatini, perché non ci siamo mai messi insieme ufficialmente come le classiche coppiette mono. Sveglia! tu non sei mai stato il mio principe azzurro sul cavallo bianco, e poi comunque i cavalli puzzano.
Noi per te non esistiamo. Che soluzione di comodo. Ci credi davvero, mentre lo dici? lo ripeti ad alta voce in camera davanti allo specchio, per convincertene?
Ah, ma forse tu lo specchio ce l'hai in bagno, scusa!
Io invece ho visto come mi guardi. A me non mi freghi, bello mio. So che i sentimenti che proviamo sono reali, e non me li sono inventati. Anche i tuoi.
Tu Riesci davvero a spegnere e accendere il tuo affetto quando vuoi, come un interruttore? Io no. Non riesco a chiudere il rubinetto di sensazioni ed emozioni che fluiscono dentro e fuori di me allagando la stanza quando ci sei.
Ma anche quando non ci sei. E' questo il mio problema.
E poi... se non stiamo insieme, perché mai dovremmo cambiare rapporto?
Cerco di scuotermi, di calmare la rabbia e di capire, a livello "tecnico" , cosa comporta l'essere "solo amici".
Quali cambiamenti ci saranno? Ho bisogno di un segno che tu vorrai ancora parlarmi e che mi vorrai sempre bene.
Tu divaghi: sei disfatto, hai la febbre, e anche un po' la faccia da pirla. Te ne vuoi andare a nanna dopo aver lanciato la bomba di profondità, e lasciarmi sola con le mie paure.
Se ne parlerà poi.
Riesco a strapparti un vago "niente più sesso e affini"
Ok, fase di assimilazione: sdrammatizzo con stupide battutine, mentre il mio cervello fa la conta di quali ricordi di te tenere e quali buttare giù dal cesso.
Non riesco a buttare via niente. Merda..
Chiudo gli occhi e mi rivedo bloccata in un letto di ospedale fresca di operazione, appena uscita dall'anestesia, la gola secca..
Una mano mi posa una garza bagnata sulle labbra e io la succhio avidamente, ancora mezza addormentata.
Ti scappa un risolino "ehi, piano!" ritrai la mano e mi prendi dolcemente in giro.
Riapro gli occhi.
Ho la gola secca ma tu non ci sei.
Sono sola nella mia stanzetta piena di roba, pezzi di me che mi porto dietro per non sfaldarmi e dimenticare chi sono.

Ci salutiamo e si va a nanna.
Mi rigiro inutilmente nel letto: il sonno non arriva.
I brutti pensieri vanno alla deriva nella mia testa, aggrappandosi a zattere di dubbi e ossessioni.
Devo scegliere. Scegliere.
Scegliere se sono io, quella "sbagliata", o tu.
Prendo il cellulare. Potrei insultarti, mandarti a cagare come ho fatto con altri monogami teste di minchia.
Invece vorrei supplicarti, disperarmi, fare qualcosa di estremo. Urlare.
Penso al passato. A quanto la mia emotività abbia finito per allontanarmi dagli altri e isolarmi.
No, lascio perdere. Meglio non fare cazzate. Poso il cellulare e mi giro.
La bambina è sempre lì, occupa tutto lo spazio del mio letto. Si aggiusta una bretella del suo pigiamino a salopette, tira su col naso, mette il broncio.
"Io Non ho bisogno di te. Non ho bisogno di nessuno. Si sta meglio, da soli."
Ma ha le lacrime agli occhi e affonda la testa nel cuscino per non pensare.
Da soli si sta da schifo.
La solidarietà e l'affetto di Moreno mi raggiungono a stento. "Vuoi che ti chiami?"
Guardo i riflessi sul soffitto , asciugo le lacrime. ascolto la città e me stessa.
Farmi chiamare... piangere al telefono con lui per un altro? Non mi ci vedo più.
Va bene essere "open" , ma scaricargli addosso la mia merda non cementifica certo il nostro rapporto. Già in passato ho fatto quest'errore, e mi è pure stato rinfacciato.
Ringrazio ma no, buonanotte amore, mi isolo, giro il cuscino dalla parte ascuiutta e ci riprovo.
Sudo, mi svesto, rabbrividisco, mi ricopro.
Chatto un po'. Mi sfogo con un amico monogamo, il quale però non capisce un cazzo, mi sa solo dire che il mio modo di vivere mi renderà infelice, e che tutti prima o poi mi lasceranno. Evviva!
"Anche questo Moreno, ora è lì al tuo fianco, ma per quanto?"
Ma Vaffanculo. defraggati il cervello, gufo malefico...
Per quanto? per quanto?
Quando qualcuno ti predice che starai male, non sai mai se credere che lo tema o che ci speri, sotto sotto, così da sentirsi meglio di te.
Riprovo a dormire, ma non funziona. Il mondo è sottosopra e io non ho il giubbotto di salvataggio. Sto mollando la presa..
Alla fine ti scrivo. Non ti insulto e non ti supplico, ma ti mando un po' del mio strazio.
Sono troppo innamorata per convincermi che tu possa volermi male, così punto sull'altra opzione: Sentirmi inadeguata e zerbinare chiedendoti scusa.
Scusa, sì, ma di che? Di esistere? di non essere come tu mi vuoi ? Di non autocastrarmi per poter avere l'onore di essere di tua proprietà?
Sono sempre più incazzata. Schiena inarcata e bocca serrata, testa contro il cuscino.
Il mio corpo si ribella. Io non devo chiedere scusa per ciò che sono!
La notte trascorre tra incubi pieni di persone che mi abbandonano e assistenti sociali che mi tolgono i figli che non ho ancora per "condotta immorale"..
La mattina dopo l'indice di stress e sconforto sono alle stelle, l'autostima e l'entusiasmo ai minimi storici.
Poi arriva il tuo sms: "Ragazza stupida sai che sei fantastica", è solo che siamo diversi, spieghi tu.
Già già.. sarà ma intanto il risultato è sempre che ti perdo (che me lo prendo in culo a dirla tutta, ma questo non te l'ho scritto perché è malinterpretabile :P)
"Beh se vederci e non fare sesso significa perdersi..."

Uno spiraglio.. Amicizia? quella vera, non che poi non mi cerchi più?
Nessuno di noi due è sbagliato, quindi? siamo solo DIVERSI?
Ci volevi tu per farmelo capire. Ecco la terza opzione che non avevo considerato.
E che tu mi hai messo davanti.

Allora, amicici!
... appena capisco come funziona ....
:)