Ho già accennato in questo post quanto i poli facciano schifo a tenere i segreti perché siamo una comunità troppo piccola.
L'altro motivo per cui non siamo in grado di tenere molti segreti è proprio l' altissima percentuale di Radicalonesti all' interno della comunità poli.
Fondamentalmente, la maggior parte dei poli arriva ad aprire le proprie relazioni chiuse perché è non-monogama, ma odia dover mentire all' amato partner. Quindi essere onesti è il motivo per cui si sceglie di essere poli piuttosto che di intraprendere le strade più socialmente accettate del tradimento o della monogamia seriale.
Quindi siamo poli perché onesti, o onesti perché poli?
E' nato prima l' uovo o la gallina?
Molti di noi non potrebbero mentire neanche volendo.
Io non riesco a mentire e quando ci provo, vengo subito beccata: un arricciamento involontario del labbro, l' incapacità di guardare il mio interlocutore negli occhi, la voce tremante finiscono sempre per tradirmi.
L' unica speranza che resta a chi mi confida i suoi segreti, è che io me li dimentichi perché sono rimbambita.
(metodo che di solito funziona piuttosto bene, devo dire!)
C'è però un piccolo un lato negativo nell' essere così tanto imbranati a mentire. Ed è la quasi totale incapacità di fare sorprese decenti ai propri cari.
Quando voglio fare una sorpresa a qualcuno, devo delegarne l' organizzazione ad altri, perché ogni volta che faccio qualcosa poi corro tutta eccitata a raccontarla a partner e amici e mi autosputtano.
Oppure devo sperare di riuscire a organizzare il tutto poche ore prima, così non ci sarà tempo per fughe di informazioni autoindotte, oppure, se pianifico la cosa da mesi, devo fare in modo di non parlare mai con la persona interessata prima del momento opportuno, o devo cercare di non toccare certi argomenti durante la conversazione.
Quando invece l' oggetto della sorpresa sono io, finisco per intuire prima di cosa si tratta, deludendo chi me la voleva fare (mi succede anche guardando i film: capisco come finirà a metà film, sbottando in un' esclamazione e facendo incazzare chi lo sta guardando con me).
Oppure finisco per crearmi delle aspettative così assurde che è impossibile soddisfarle, e finisco per rimanere delusa io.
Nonna: "aspetta qui, ho una sorpresa per te. Non sbirciare, eh?"
Io: "Ooook, nonnina... (cosa potrà essere? quel videogioco che è appena uscito? o forse un peluche del mio personaggio di Final Fantasy preferito? potrebbe essere... Ommioddio! potrebbe essere quello smartphone che abbiamo visto in vetrina quando abbiamo accompagnato la nonna dal cardiologo??? ...Nah, conoscendo nonna, potrebbe essere solo un altro gattino! UN GATTINO! AVRO' UN ALTRO GATTINO! Lo chiamerò Cagliostro!)" il tutto in 30 secondi netti. nella mia testa.
Nonna: "ecco qua! Ti piace?"
Io: "...Oh. Un cappello. Di lana. Ma che beeello, grazie, nonna!" (sono allergica alla lana...)
Nonna: "ah, sapevo che ti sarebbe piaciuto! L'ho fatto del tuo colore preferito, il fucsia. Contenta?"
Io: ".... uao.. già..." (il mio colore preferito è il lilla)
-Ovviamente è solo un esempio: mia nonna sa che sono allergica alla lana e che il mio colore preferito è il lilla. Ho solo esagerato un po' la scena per rendere l' idea!-
E' estremamente difficile farmi sia sorprese che regali, perché sono estremamente volubile: i miei desideri cambiano ogni 5 minuti, e quello che ieri mi sembrava assolutamente fichissimo avere potrebbe non interessarmi più nel giro di pochi minuti.
Più dei regali materiali preferisco i gesti, e preferisco sempre le cose pratiche a quelle superflue, a quelle non necessarie e a quelle non sostenibili.
Finora non ho mai trovato nessun partner che fosse in grado di sorprendermi o di capire appieno i miei gusti.
I miei ex ci provavano, ma finivano per proiettarmi addosso i loro desideri invece di mostrare di conoscermi a fondo.
Moreno preferisce chiedermi direttamente cosa voglio e rendermi partecipe del processo, per essere sicuro di non sbagliare, quindi da lui sarà molto raro avere delusioni, ma anche le sorprese stanno a zero.
Lu è uno di quei Radicalonesti di cui ho parlato prima, quindi anche con lui sorprese sarà difficile sia farne che riceverne.
Leu chissà. Lui forse è quello a cui la cosa potrebbe interessare di più, ma ci frequentiamo da meno di un anno e dubito che mi conosca già così a fondo.
Nemmeno io mi conosco così bene!
Un blog su un gruppo di persone in una relazione aperta in Europa, alla ricerca di un modo di amare e vivere con altre persone, mantenendo nel frattempo i propri diritti.
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sabato 15 dicembre 2012
venerdì 14 dicembre 2012
Gomblotto tra metamori
"Ti devo parlare da solo. No cats allowed."
Con questa frase, dopo la nostra ennesima discussione, Leu contatta Moreno in privato.
Per puro caso ero dietro di lui quando ha ricevuto il messaggio, altrimenti forse non lo avrei mai saputo.
Per una volta decido di farmi i fatti miei, con un lieve sbuffo. Mi rendo conto che è più perché sono stanca di litigare con Leu o di dover sempre affrontare ogni sorta di problemi, e non tanto per il fatto che rispetti il suo bisogno di privacy e di avere dei segreti.
Ho una vocina cattiva che mi dice "Io per un po' preferisco non saperne niente, di cosa gli passa per la testa."
Quel pensiero mi risuona orribile nella testa per un po' e mi fa sentire in colpa.
Io e Leu stiamo bene insieme e ci amiamo, eppure per qualche motivo non riusciamo a concentrarci su quello che ci stiamo dando, ma finiamo sempre per incartarci nella preoccupazione che quello che non riusciamo a dare l'uno all'altro finirà per allontanarci.
Perché dev' essere così?
Eppure siamo poli, non dovrebbe pesarci il fatto di non poter essere tutto per l'altro. O questo assunto è solo un' illusione?
Cerco di non pensarci, di scrollarmi di dosso i brutti pensieri.
Ma ritornano da soli, fastidiosi e a volume altissimo come le pubblicità di Youtube:
"cosa vorrà da Moreno? Non si parlano mai!A parte quando sto male o mi perdo...Vuol dire che ci sono guai in vista? Siamo messi così male che ha bisogno di consultarsi privatamente con lui? Eppure ieri ci eravamo chiariti e mi pareva che fossimo sereni, no?"
Moreno mi rassicura, mi dice che non è niente di grave, ma che per ora non può dirmi niente.
Io: "Come per ora? Vuol dire che poi me lo dite? Ma cos'è, volete mettermi spalle al muro e dirmi qualcosa... No, aspetta ma hai detto che non è una cosa brutta. Ma allora... Allora è una sorpresa!"
Moreno: "....."
Io: "cos'è? Un regalo di Natale? Una vacanza? Una cosa zozza? Aspetta aspetta, fammi indovinare..."
Moreno: "Eppiantala!"
Con questa frase, dopo la nostra ennesima discussione, Leu contatta Moreno in privato.
Per puro caso ero dietro di lui quando ha ricevuto il messaggio, altrimenti forse non lo avrei mai saputo.
Per una volta decido di farmi i fatti miei, con un lieve sbuffo. Mi rendo conto che è più perché sono stanca di litigare con Leu o di dover sempre affrontare ogni sorta di problemi, e non tanto per il fatto che rispetti il suo bisogno di privacy e di avere dei segreti.
Ho una vocina cattiva che mi dice "Io per un po' preferisco non saperne niente, di cosa gli passa per la testa."
Quel pensiero mi risuona orribile nella testa per un po' e mi fa sentire in colpa.
Io e Leu stiamo bene insieme e ci amiamo, eppure per qualche motivo non riusciamo a concentrarci su quello che ci stiamo dando, ma finiamo sempre per incartarci nella preoccupazione che quello che non riusciamo a dare l'uno all'altro finirà per allontanarci.
Perché dev' essere così?
Eppure siamo poli, non dovrebbe pesarci il fatto di non poter essere tutto per l'altro. O questo assunto è solo un' illusione?
Cerco di non pensarci, di scrollarmi di dosso i brutti pensieri.
Ma ritornano da soli, fastidiosi e a volume altissimo come le pubblicità di Youtube:
"cosa vorrà da Moreno? Non si parlano mai!A parte quando sto male o mi perdo...Vuol dire che ci sono guai in vista? Siamo messi così male che ha bisogno di consultarsi privatamente con lui? Eppure ieri ci eravamo chiariti e mi pareva che fossimo sereni, no?"
Moreno mi rassicura, mi dice che non è niente di grave, ma che per ora non può dirmi niente.
Io: "Come per ora? Vuol dire che poi me lo dite? Ma cos'è, volete mettermi spalle al muro e dirmi qualcosa... No, aspetta ma hai detto che non è una cosa brutta. Ma allora... Allora è una sorpresa!"
Moreno: "....."
Io: "cos'è? Un regalo di Natale? Una vacanza? Una cosa zozza? Aspetta aspetta, fammi indovinare..."
Moreno: "Eppiantala!"
lunedì 3 dicembre 2012
Il Paesino dei Poly
A volte ho un po' la sensazione che la comunità poli italiana stia diventando un paesino di provincia come quello in cui sono cresciuta io. Un paesino di quelli in cui nessuno si dice le cose in faccia e tutti hanno dei segreti su tutti, ma in realtà nessuno sa tenere un segreto, così tutti sparlano dientro a tutti e si raccomandano di non dire niente.
Così capita che tu abbia un problema e chieda conforto ad una persona, alla quale poi chiedi di non dire certe cose in giro, soprattutto non a certe persone, e quella fa quello che facciamo tutti in questi casi, e cioè mantiene il segreto con TUTTI -1.
Perché ognuno di noi ha un confidente stretto (mamma, partner, amica del cuore, parrucchiere ecc.) a cui diciamo le cose che non dovremmo star dicendo a nessuno.
Quello che però probabilmente pochi di noi mettono in conto, è che anche quel qualcuno ha qualcun altro a cui va a raccontare le cose che cominciano per "qualcuno mi ha detto..." e finiscono per "...mi raccomando però, io non ti ho detto niente!Non dirlo a nessuno!" "Certo!"
"...certo!"
"Certo."
"Certo..."
(E così via...)
Così capita che, in una comunità (in parte reale ed in parte vistuale) di qualche centinaio di persone, tutti sappiano i fatti di tutti, ma tutti facciano finta di non sapere niente di nessuno.
Non solo, ma per le persone come me, che non hanno il tempo e la voglia di imparare a mentire e ad avere segreti, la situazione inizia a presentare diversi problemi, proprio come era successo nel paesino da cui sono scappata.
1) Primo Problema: sapere anche informazioni di cui non ti frega una straceppa, di persone per le quali non riesci a provare empatia, per semplice indifferenza o perché ti stanno sui coglioni.
Non solo metamori che magari ti stanno un po' sul cazzo perché, a tuo avviso, trattano di merda il tuo amore, o metamori a cui TU stai sul cazzo (sempre per lo stesso motivo), ma anche amici di amici di metamori di amici di amori.
Insomma, è un po' come quando ti dicono che ti è morto un tuo prozio alla lontana, sai, ti ricordi, lo zio del cugino della mamma che sta in [inserisci qui il nome di una regione italiana lontanissima e che nessuno conosce], quello che hai visto una volta a 2 anni e ti ha distrutto le guance a pizzicotti, e la cosa più onesta da dire che ti sale da dentro, mentre apprendi della sua morte, è un gutturale e ca(co)fonico "...e 'Sticazzi?" (sempre accompagnato da un rutto).
Soluzione: cerco di cambiare argomento, o quando avverto molta insistenza allo spettegolare, chiarisco subito che "Parlare della persona o dell' argomento X non mi interessa. Lo considero di scarso interesse, non mi insegna niente, non mi dà niente e non mi fa sentire meglio sapere che qualcuno che non mi sta simpaticissimo ha dei problemi." E da lì in poi considero l'argomento esaurito. Qualsiasi altra informazione al riguardo mi dovesse arrivare, la ignorerò.
2) Secondo Problema: dover fingere di non sapere niente o comunque di non avere un' opinione (spesso negativa) di suddette persone e delle situazioni in cui si vanno a ficcare con le proprie manine.
Non solo di fronte a loro, ma di fronte a chiunque potrebbe andargli a dire che tu sai, o a chi non sa e non dovrebbe sapere, ma per davvero però, perché mica tutti godono del privilegio di confidente di cui ti ha investita chi ti è andato a spifferare tutto matudevifarefintachenontihaddettognente.... Oh Mamma Saura, che fatica!
Soluzione: il problema non mi interessa e non ho interesse a parlarne, giusto? bene. Allora semplicemente non lo faccio. Se vengo interpellata in proposito, a seconda del mio grado di confidenza con la persona, scelgo se parlargliene o se mandarla a parlare con qualcuno che potrebbe saperne di più, ma non prima di aver chiesto "Ma perché a te interessa parlarne? E perché vuoi parlarne proprio con me?" solitamente un pettegolo si ritrae quando sente che l'altro sta indagando le sue intenzioni, perché ha paura che venga alla luce la sua malafede e non vuole essere sputtanato a sua volta.
3) Terzo Problema: trovarti a ricevere consigli proprio dalle persone descritte nel punto 1), le quali hanno avuto, o credono di aver avuto, il tuo stesso identico problema (e lo hanno gestito col culo) ma fingono di parlare da una posizione di superiorità o da una posizione in assenza di problemi, o fingono di aver trovato il metodo universale per la risoluzione di suddetti problemi e di aver raggiunto la pace dei sensi, anche se non sanno che tu sai che hanno gestito in maniera nettamente peggiore di te il loro problema (il quale magari viene pure spacciato come "risolto", ma in realtà voci di corridoio e uccellini vari ti dicono che è ancora in corso).
In tutto questo però devi tenere fede al punto 2) perché sai che il putiferio che scaturirebbe dallo spiattellare pubblicamente in faccia alle persone il fatto che sai i loro problemi, oltre a cancellare l'illusione di segretezza, e quindi di tutela della privacy, riservatezza e altre fiabe di costrutti sociali che si è venuta a creare nell' allegro Paesino Poli, creerebbe più danni e incidenti diplomatici di quanti sei disposto ad accollarti (oltre, ricordiamolo, che a te di avere a che fare con queste persone interessa pochissimo, e cerchi quindi di non averci problemi per poterci parlare il meno possibile).
Quindi per amor di pace preferisci sopportare un po' di ramanzine da persone che stanno messe peggio di te e che non sono minimamente nella posizione di dare consigli, preferisci annuire, dire "bravo, bene, bis", fare *pat-pat* sulle loro teste, e andare avanti con la tua vita.
Soluzione: non ce n'è una indolore. O sopporti in silenzio, o spiattelli tutto e fai un casino. Di solito non devo preoccuparmene, perché faccio così schifo a mantenere i segreti che appena qualcuno mi parla, si capisce subito cosa so e cosa non so. Quindi evito di parlare con persone verso cui provo scarso interesse o fiducia.
4) Quarto Problema: questo non colpisce te direttamente, ma può presentarsi se, come me, hai una persona cara con la SDC ("Sindrome Da Crocerossina").
Questa persona tende a farsi carico dei problemi di tutti, e poi finisce per non avere più energie per sé stessa, così quando poi sbrocca, ci vuole un' intera task force poli di amori e metamori per farsi carico dei suoi, di problemi.
Anche quando il rischio di burnout è imminente, il vostro SDC (che pare sviluppare una certa dipendenza dal sentirsi utile) non riuscirà a staccare, e continuerà anzi a dirvi che gli fa piacere essere d'aiuto e che non gli costa niente-a parte un po' si occhiaie per la mancanza di sonno, un po' meno tempo libero per stare con i propri partner, essere distratto sul lavoro perché più concentrato a trovare una soluzione a problemi non suoi che a lavorare... insomma, niente di che. O no?
Inutile cercare di dissuaderlo: otterreste solo di litigarci, o di farvi dare degli egoisti al contrario di loro che sono cosìbbuoni, o di farvi fare una ramanzina aggratis, e di avere poi voi stessi alle costole un SDC indesiderato e fanatico che vuole "aiutarvi a capire meglio dove è radicato in voi il perché di questo vostro rifiuto ad ascoltare i bisogni dell'altro" (anche noto come "farsi i cazzi propri e campare cent' anni" ) O qualcosa del genere.
Soluzione: Stategli vicini per quanto vi è possibile, e sperate che la gente intorno a voi impari in fretta a far funzionare le proprie relazioni , prima che qualcuno a cui tenete collassi per la troppa mole di 'volontariato emotivo'.
E mi raccomando, non fatevi risucchiare dal Paesino.
domenica 26 settembre 2010
Liguria, gatti e grigliate in famiglia
La settimana che viene sarà piena di eventi:
Domani andremo a fare un giro all' ikea.
Siccome però ci siamo dimenticati di chiedre il furgone al papà di Moreno, andremo in macchina, e invece dell' armadio prenderemo ciò che riusciremo a portare, come i mobiletti per il bagno e la cucina.
Il piano è di andare all 'ikea in tarda mattinata, poi wok sushi e cinema.
Visto che lui mi sembrava insoddisfatto all' idea di un solo film, gli ho proposto di raddoppiare:
“E poi a fine serata, se avremo ancora le forze di riempire la vasca, ci faremo un bel bagno caldo!”
Ne sentiamo proprio il bisogno. Moreno è un po' stressato in questo periodo.
Il clima sul lavoro non è dei migliori, e il divorzio dei suoi due capi si sta ripercuotendo su tutti.
Quando si è stressati da un lavoro a tempo determinato, si sa, ci si interroga sul proprio futuro e se ne esce fuori ancosa più stressati!
Voglio passare una bella giornata con lui, fargli dimenticare tutti i problemi e andarmene lasciandolo tranquillo, visto che poi starò via per quattro giorni! Riusciremo a resistere così tanto senza vederci??
Per lo meno gli porterò un bel regalino al mio ritorno: altri due gatti.
Eh sì, finalmente si torna in Liguria!
Dopo attenta riflessione ho deciso che porterò su Leo e Pepe.
Leo ha avuto un brutto incidente alla spina dorsale, e ora più di tutti ha bisogno di attenzioni e di cure.
Pepe d' altro canto mi bestemmierebbe dietro l'impossibile se non la prendessi su, dopo tutta la fatica che ho fatto in questi anni per portarmela sempre dietro ovunque.
Almeno credo che per lei sia così...
A pensarci bene, è passato più di un anno da quando ho lasciato Riccardo e li ho mollati da mia nonna.
La mia paura più grande è che si siano già belli e dimenticati di me!
Starò solo un paio di giorni. Giusto il tempo di vedere le due Francesche, che mi mancano immensamente, impacchettare un paio di cose, salutare nonna e mamma e tornare su per la grigliata di famiglia, Domenica prossima. Un evento a cui saranno presenti i parenti di Moreno dalla parte di suo padre.
Mi fa sempre un po' strano che i suoi, pur vivendo in città vicine, non si vedano e non si parlino mai.
La cosa ovviamente ha influenzato anche la configurazione familiare, per cui ci troviamo ad avere cene raddoppiate, con i parenti delle due parti rigorosamente separati in due blocchi.
Invece nel caso dei miei familiari, si sono persi di vista solo quando hanno iniziato a trasferirsi lontano, e anche allora sono rimasti in rapporti abbastanza civili.
Dubito che i tre fratellini di Moreno potrebbero frequentarsi e giocare insieme, anche se non ho mai chiesto delucidazioni al riguardo.
E' triste vedere come gli errori dei genitori ricadano sempre sui figli.
Ma capisco anche il desiderio di tagliare ogni contatto. Io ne so qualcosa.
Non so cosa aspettarmi da questa grigliata, e mi sento un po' a disagio con il padre e la matrigna di Moreno. Non abbiamo ancora detto loro che siamo una coppia aperta, e anche se abbiamo stabilito che non è prioritario al momento, mi sento come se ci fosse un muro di silenzio tra me e loro.
Mi sento a disagio, e non dovrei sentirmi a disagio per quello che sono.
La verità è che questa segretezza inizia a pesarmi...
Mi rende nervosa soprattutto l' idea che ci saranno parenti a me sconosciuti, e che faranno un sacco di domande su di me, su cosa faccio, sul come ci siamo incontrati e come abbiamo deciso di metterci insieme. E qui salterà fuori che siamo una coppia-nerd, cioè che ci siamo “incontrati” su internet.
Già al matrimonio è stato imbarazzante, ma in qualche modo me la sono cavata senza mentire né scandalizzare nessuno... non sapevo ancora se Moreno avesse deciso di dire apertamente come ci siamo conosciuti, così mi sono limitata a divagare e spostare l' attenzione sui miei studi, e sul fatto che comunque adesso conviviamo... e ha funzionato!
Però non mi ha fatta sentire meglio.
Devo molto al sito in cui ho incontrato Moreno e Tom, e mi sembra disonesto negarlo.
Ma odio anche essere al centro dell' attenzione, e apparendo molto “diversa” da chi ho davanti, spesso ottengo proprio l' effetto temuto.
Specie a una cena piena di gente oltre i 40.
L' unica nota positiva è che starò con Moreno tutto il tempo.
Stavolta non dovrà abbandonarmi a metà cena per andare a lavorare, come è successo al matrimonio di sua cugina!
E poi se voglio che i suoi parenti mi conoscano per ciò che sono veramente, dovrò anch' io cercare di conoscerli un po' meglio.
Sigh, speriamo che almeno si mangi bene!
Se sopravvivo vi tengo aggiornati.
Baciozzi
b
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