L' ultima volta che ho scritto qui, era ancora gennaio e mi apprestavo a preparare la pasta sfoglia per i salatini da offrire all' evento di Malo.
Sono passate due settimane e mezzo, durante le quali non ho bloggato, non ho disegnato, ma non sono neanche stata male (non più del solito, almeno).
Sono stata in giro per l' Italia fino a ieri.
E' stata un' odissea piena di gattoavventure, che mi appresto a sbobinarvi nei post dei prossimi giorni...
_ Sono tornata a trovare i miei parenti in Liguria:
hanno conosciuto Leu, sapendo che comunque stavo ancora con Moreno, e ci sono state alcune scene esilaranti.
Ma rivedere casa mia e le persone che fanno parte del mio passato mi ha anche riportato alla memoria ricordi un po' dolorosi. Leu è quasi morto di allergia... insomma, cose amene!
_ Ho vissuto sulla mia pelle (o dovrei dire sulle mie palle, se ne avessi...) l' Odissea dei test per le malattie veneree:
Se precedentemente mi sono lamentata di come i medici trattano la mia endometriosi, non avete idea di quanto sia tragica la situazione per le STI!
_ In in impeto di ammore, uno dei miei partner ha deciso di attaccare frontalmente la mia endometriosi, ricorrendo a tutte le conoscenze disponibili sull' argomento: libri, ricettari, studi e quant' altro. stiamo valutando il rapporto costi-benefici di un cambio nel mio stile alimentare e vedremo cosa ne verrà fuori.
_ Abbiamo partecipato al primo incontro poli torinese, e devo dire che ci sono state delle piacevoli sorprese, sia per quanto riguarda l' ospitalità, che le persone (ma soprattutto il cibo vegano! :Q )
_ Mi sento un po' meno in ansia per i miei partner. Ora più o meno tutti hanno altre relazioni, in corso o alle porte, e la mia voglia un po' mammesca di "vederli sistemati" si sta placando.
_Mentre ero via, Moreno si è sentito ispirato ed ha pubblicato il suo primo vlog a tema poli su youtube! sono così orgogliosa di lui... <3
_E' tornato in auge il mio vecchio sogno relativo all' Australia, e questo, ora che non ho più fretta di scappare dall' Italia e che ho una vita sentimentale così piena, potrebbe rappresentare un problema.
_Poi, ovviamente, devo ancora raccontare del primo polimeriggio maladense un po' più nel dettaglio, e di un problema di cui ci siamo accorti durante la nostra prima organizzazzione degli eventi.
Mi riferisco ai paccari dell' ultimo minuto e alle adesioni-fantasma.
Proprio da questo punto inizierò a raccontare domani.
Oggi è il terzo anniversario mio e di Moreno, quindi passerò la giornata a cazzeggiare e a coccolarmelo!
Buona giornata dunque, policosi!
:*
Un blog su un gruppo di persone in una relazione aperta in Europa, alla ricerca di un modo di amare e vivere con altre persone, mantenendo nel frattempo i propri diritti.
mercoledì 6 febbraio 2013
venerdì 25 gennaio 2013
Pausa3 - Il Nostro Primo Evento!
Il 26 gennaio ci sarà il primo evento poli organizzato da me e Moreno a casa nostra (si fa per dire...)
Non vedo l' ora! Oddio sono molto emozionata... Presto arriverà Lu e ci aiuterà a organizzare. E' da Capodanno che non lo vediamo, e abbiamo perso il festeggiamento del nostro primo anniversario insieme, quindi abbiamo un bel po' da recuperare!
Ovviamente non riuscirò a bloggare, quindi ecco la consueta foto di gattini: Leo e Calcifer dormono felici accanto a Ringhio, il quale ha realizzato il suo sogno di fare il gatto baby-sitter.
Buon weekend a tutti!
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venerdì 11 gennaio 2013
BLOCCO CRETINO
![]() |
| "Mi spiace, la latteria è chiusa. Ho bevuto tutto!" |
Ok è ufficiale, ho il blocco della cazzona.
Non scriverò per un po', quindi ecco la consueta foto di gattino pazzo: Miki aveva deciso che il posto più figo in cui andare a dormire era il cartone del latte, reso ancora più appetibile da dei panni appena ritirati da stendere appoggiati temporaneamente lì sopra.
Sto cercando di mettere a frutto il regalo di quei tre pazzi dei miei amori (mi hanno regalato una tavoletta grafica con la quale dovrei iniziare a fare il webcomic... peccato che non so da dove cominciare!)
Quindi quando sarò a corto di foto di gatti, alternerò con qualche obbrobrio (perdonatemi, davvero, non è per cattiveria, è che devo fare pratica...)
La settimana prossima dovrei essere in liguria, ciò significa niente internet. Questo weekend è incerto cosa farò. dal 24 al 26 sarò abbastanza impegnata, quindi è probabile che non scrva niente.
Alla peggio mi rifaccio viva a febbraio!
Baciozzi
mercoledì 9 gennaio 2013
Stanze dei Ricordi
Che ci crediate o no, sto per fare di questo disastro una camera da letto... Carina, vero?
Peccato che sia completamente inagibile, fredda e umida.
E' una stanza piena di roba non nostra, quindi il massimo che possiamo fare è infilare tutto ciò che non ci serve in cima a un armadio e dimenticarcene.
Le cose erano già così da quando sono venuta a stare da Moreno, ma la cosa è un po' peggiorata, visto che ci abbiamo aggiunto le nostre cose che non ci servono più.
L' abbiamo soprannominata "La Stanza della Morte" perché ricorda un po' quelle vignette in cui c'è l'ultimo posto dello scuolabus o la stanza in cui nessuno va da anni e il protagonista arriva e ci va uno scheletro pieno di ragnatele.
E anche perché quando si entra, c'è il rischio di inciampare su qualcosa e ammazzarsi.
Sembra una stanza piena di rumenta inutile, eppure guardando meglio ci si trova album di foto di matrimonio, completini per neonati finemente ricamati, roba ancora in perfetto stato e di buona fattura.
Quella stanza mi ricorda un po' la "stanza dei tesori" che c' era a casa di mio cugino, dove c'erano tutti i cimeli, giocattoli e aggeggi possibili. Pure una culla in ferro battuto, realizzata con uno stranissimo meccanismo a sospensione pericolosissimo e che mai userei per metterci un neonato. Sono sicura che ora roba così è illegale in diversi stati!
Mi sa che l'artigiano che l'ha fatta non amava molto i bambini...
C' è da chiedersi perché la gente si lasci alle spalle cose che dovrebbe considerare così importanti per la propria vita, e che magari sono costate anche parecchio (le foto dei matrimoni che io sappia costano parecchi soldi, e chi si sposa di solito le espone orgogliosamente, no?).
Oppure non capisco l'abbandono di oggetti di uso quotidiano: se non te ne fai più niente, di quella roba, perché non la regali o non la butti via?
Queste domande mi solcano la mente ogni volta che ci metto piede, e pian piano io e Moreno abbbiamo deciso di sbarazzarci di tutto quello che non sia essenziale.
Dico pian piano, mooolto molto piano, perché io stessa ho difficoltà a sbarazzarmi di tutte le cose che ho.
Tengo sempre tutto perché mi fa peccato buttare via, perché mi affeziono agli oggetti, e perché "non si sa mai"....
Ma sto lentamente iniziando a capire che non ha senso occupare lo spazio vitale con cose che non usi e che sta solamente lì a prendere polvere. Razionalmente lo capisco bene. ma è emotivamente, che faccio ancora fatica a staccarmi dalle cose materiali...
Ci trasciniamo dietro molte cose del passato: I videogiochi finiti, vecchi, che ormai il nostro pc di nuovissima generazione non legge più, i cd musicali, i libri cartacei. Cose, tantissime cose, roba che usi una volta e poi non ti serve più, e allora devi comprare librerie in cui mettere libri che non rileggerai mai, se no si impolverano, ma tanto così si impolverano lo stesso, solo ci mettono un po' più di tempo. E a un certo punto devi andare a vivere in una casa più grande perché hai troppa roba, ma è sempre roba che non ti serve. Qual'è l' utilità di avere una stanza piena di libri? per poterli esporre, per mostrarli agli amici?
Una persona a me molto cara ha una vastissima collezione di libri, fumetti, videogiochi e album musicali.
Le mensole di casa sua si sono letteralmente piegate sotto il peso di tutti questi oggetti, e molte di queste hanno un aspetto abbastanza pericolante.
Ho sempre fatto fatica a capire l'attitudine dei geek a riempirsi la casa di roba, che è in aperto contrasto con l'altra attitudine che hanno, quella di viaggiare moltissimo.
Forse le cose che hanno fanno da contrappeso e impediscono loro di spiccare il volo per sempre e di non tornare mai più a casa?
Forse per questo hanno bisogno di tutta quella massa di roba? Ogni tanto mi viene da immaginarmi questo mio amico che si stacca dalle sue cose e se ne vola via per sempre, in Canada, dove dice sempre di voler andare a vivere.
Non riesco ancora a leggere qualsiasi cosa in formato digitale, mi piace l'odore della carta, sentire i diversi tipi di colla usati, sono un po' come la Prosivendola di Pennac, io.
Mi piace sentire il fruscio delle pagine tra le dita, sentirle leggere come foglie secche, e come le foglie in autunno ogni pagina che sfoglio segna lo scorrere del tempo.
Ma dopo aver finito il libro, sento il bisogno di regalarlo, farlo sparire. se potessi "zippare" i libri cartacei per tenerli tutti dentro lo spazio di una pennetta usb lo farei.
Ma non potendo, ho deciso che leggerò il libro cartaceo ove possibile, poi cercherò la versione digitale, e "libererò" il libro di carta da qualche parte, magari in qualche caffetteria con uno scaffale per il book-crossing.
Benedetto il book-crossing.
E benedetto lo scambio di idee!
C'è una piccola parte di libri che ho particolarmente apprezzato, però, che voglio tenere per me. Sogno un giorno di avere dei figli a cui leggerli ad alta voce, come mia madre ha fatto per moltissimo tempo, prima di metterci a letto.
Rimango sempre stupita quando gli altri da piccoli si addormentavano guardando la tv. Come facevano senza la lettura della buonanotte?
martedì 8 gennaio 2013
Famiglia e Relazioni
La mia percezione dei partner è influenzata dal mio vissuto e dai modelli che ho avuto a disposizione nella mia infanzia.
Ho avuto tre modelli centrali: papà, mamma, fratello.
Quattro, se contiamo anche mia nonna.
Da quando ho lasciato casa, tendo a cozzare contro questi stereotipi, innescando ogni volta dinamiche simili a quelle che mi hanno accompagnato nell' infanzia:
(tutti i vari modelli possono arrivarmi sia al femminile che al maschile)
Fratello: l'uomo scettico e criticone, ingegnoso e un po' alternativo. (un esempio di partner è Moreno)
Papà: un po' immaturo e sfuggente, non prende molte cose sul serio, ma compensa con intelligenza e brillante senso dello humor.
Mamma: intellettualoide e interessante, ha un carattere forte, che però a volte tradisce una certa ingenuità e una insicurezza di fondo quando fa la "voce grossa".
Nonna: una figura saggia, buona e tranquilla, che però non si fa rispettare e si tiene tutto dentro "per amor di pace". (un esempio di partner è Lu)
I miei modelli sono tutti un po' problematici.
Finora mi sono trovata bene solo in relazioni con il "Fratello"(Moreno) e la maggior parte delle mie relazioni fallimentari rientrano nello stereotipo del "Papà"(prendete un mio ex a caso).
A parte il caso di Lu, con la "Nonna" difficilmente riesco ad andare oltre l'amicizia, anche se alcune mie amiche di questo tipo durano da decenni.
Il modello "mamma" merita un discorso a sé: spesso instauro con persone di questo tipo un rapporto complesso, che può andare dall'ostilità reciproca dichiarata, alla relazione di amore-odio, o all' amicizia un po' conflittuale.
A volte ho con queste persone problemi simili ai modelli iniziali:
Il Fratello non sembra dare importanza alla mia ipersensibilità, se non a posteriori, oppure mi sento inferiore a lui.
Il Papà non si assume le responsabilità delle sue azioni o sembra dare più importanza alle aspettative del mondo esterno che non al nostro rapporto.
La Mamma si fa intortare da soggetti che disprezzo e/o instaura con me una relazione basata sul conflitto e sulla competizione.
La Nonna si lascia calpestare pur di non creare conflitti, o non dà valore a cose per me importanti per non mettersi contro ad altri. Un po' come il papà, sembra più preoccupata dell' accettazione sociale che di questioni più profonde.
Al contrario del Papà e del fratello, che spesso finiscono per ferirmi per mancanza di tatto, con Mamma e Nonna sono io che devo stare attenta a non offendere inavvertitamente, perché loro si prendono molto più sul serio di me, anche se in modi diversi: la Mamma reagisce con aggressività, mentre la Nonna si sente ferita a morte.
Quando penso alle mie relazioni attuali e le paragono al mio passato, ho la netta sensazione che siano molto più collegate di quanto io sia disposta ad ammettere, e che il mio inconscio mi induca a cercare persone simili tra loro.
Mi sto convincendo che il mio compito sia ricucire le ferite che il guastarsi di questi modelli mi ha procurato, costruendo rapporti funzionanti con persone di queste categorie, per riempire una sorta di vuoto lasciato dalle delusioni infantili.
lunedì 7 gennaio 2013
I Quattro Elementi
Come
vedo i miei partner?
Io le relazioni le vedo un po' allo stesso modo: Non puoi nutrirle con una sola cosa, per tutto il loro ciclo vitale, e sperare che funzioni per sempre.
E' una scelta che, nel migliore dei casi, ti porta ad avere una pianta rachitica, moscia e giallina e, nel peggiore dei casi, un seme grinzoso e privo di vita.
(ok, dopo questo post sono giunta ad una conclusione: guardare troppi shounen basati sugli elementi fa male!)
Nel post precedente parlavo di come ciascuno di loro abbia un ruolo ben definito, per me.
Con tutti ho un rapporto importante, ma ci sono alcune aree di influenza in cui il rapporto è più presente, e che determinano il modo in cui interagisco con loro, piuttosto che la loro importanza.
Con tutti ho un rapporto importante, ma ci sono alcune aree di influenza in cui il rapporto è più presente, e che determinano il modo in cui interagisco con loro, piuttosto che la loro importanza.
Mi spiego meglio: con tutti faccio l'amore e le coccole, con tutti vado a cena, al cinema, esco e faccio le solite cose che si fanno con qualcuno quando si sta assieme.
Ma sarà più facile che vada con Moreno all' ikea, a fare la spesa o in sala giochi; che vada con Leu in biblioteca, a una mostra o in giro per negozi; che faccia tantra o massaggi con Luca, o che gli parli dei miei problemi.
(No, non è vero, in realtà a pensarci bene parlo con tutti dei miei problemi perché sono una lagna! :P)
Ma sarà più facile che vada con Moreno all' ikea, a fare la spesa o in sala giochi; che vada con Leu in biblioteca, a una mostra o in giro per negozi; che faccia tantra o massaggi con Luca, o che gli parli dei miei problemi.
(No, non è vero, in realtà a pensarci bene parlo con tutti dei miei problemi perché sono una lagna! :P)
E'
difficile trovare le parole per spiegare che questa divisione dei ruoli non rende più
importante uno dei miei partner rispetto agli altri.
Mi
torna in mente un esperimento che si fa fare ai bambini delle elementari, per
insegnare loro che le piante, per vivere e crescere sane, hanno bisogno di
quattro elementi, tutti ugualmente importanti: terra, aria, acqua, e luce solare.
L'esperimento consisteva nel mettere dei fagioli in alcune vaschette, e privare ciascun gruppetto di fagioli di uno di questi elementi essenziali.
L'esperimento consisteva nel mettere dei fagioli in alcune vaschette, e privare ciascun gruppetto di fagioli di uno di questi elementi essenziali.
I
fagioli senza luce avevano dato vita a germogli pallidi e mosci,
privati com' erano della possibilità di avere una fotosintesi
clorofilliana.
I
fagioli senza terra avevano generato piantine verdi ma rachitiche e
pendenti, perché private del sostegno e dei minerali necessari a
crescere forti e in salute.
I
fagioli senza acqua erano diventati secchi, e non hanno mai
germogliato. Forse in un secondo momento, mettendoli in acqua,
sarebbero tornati commestibili o avrebbero potuto germogliare.
I
fagioli senza aria, invece, erano proprio morti, e non erano più
buoni a niente, neanche da mangiare (anzi erano anche un po'
marciti, ma penso fosse più che altro dovuto al fatto che in una
scuola elementare fosse abbastanza difficile creare un sottovuoto
degno di questo nome... però insomma, la metafora l'avete capita lo
stesso!)
Io le relazioni le vedo un po' allo stesso modo: Non puoi nutrirle con una sola cosa, per tutto il loro ciclo vitale, e sperare che funzioni per sempre.
Insomma,
dipende da cosa vuoi fare coi tuoi fagioli.
Vuoi
conservarli sottovuoto per mangiarli? Piantarli? Farli crescere?
Io
sono poli, e siccome rifiuto consapevolmente l'eventualità di trovarmici, non oso immaginare il dolore che una scelta del genere possa provocare a un mono mentre rinuncia a tre elementi per giurare fedeltà a uno solo col quale ingozzare il suo “fagiolo” fino allo sfinimento. (Ehi, niente doppisensi!)
E' una scelta che, nel migliore dei casi, ti porta ad avere una pianta rachitica, moscia e giallina e, nel peggiore dei casi, un seme grinzoso e privo di vita.
No,
grazie!
Io per ora ho l'aria, la terra e l'acqua:
Io per ora ho l'aria, la terra e l'acqua:
Moreno è la mia terra, anzi la mia Roccia: La nostra relazione mi dà stabilità emotiva e psichica, oltre che materiale.
E' la mia "casa base".
(Ok, magari è più una caverna degli orsi, ma comunque...)
In negativo, la terra può significare abitudine, inamovibilità o staticità.
Leu è l' Aria: condivide con me alcuni interessi. La nostra relazione soddisfa la mia curiosità intellettuale e il mio bisogno di divertirmi. Il nostro rapporto soddisfa il mio bisogno di leggerezza.
(Sì, insomma, salvo quando discutiamo e il rapporto diventa tutt' altro che leggero...)
In negativo, l'aria può destabilizzare e significare immaturità.
In negativo, la terra può significare abitudine, inamovibilità o staticità.
Leu è l' Aria: condivide con me alcuni interessi. La nostra relazione soddisfa la mia curiosità intellettuale e il mio bisogno di divertirmi. Il nostro rapporto soddisfa il mio bisogno di leggerezza.
(Sì, insomma, salvo quando discutiamo e il rapporto diventa tutt' altro che leggero...)
In negativo, l'aria può destabilizzare e significare immaturità.
Luca è l'Acqua: La nostra relazione mi dà tanto dal punto di vista dell' ascolto e del sostegno emotivo, e mi permette di esplorare alcuni aspetti del contatto fisico e del corpo che tendo a trascurare un po' troppo.
Come l'aria, l'acqua può far sentire la mancanza di basi solide, anche se con meno rapidità.
Come l'aria, l'acqua può far sentire la mancanza di basi solide, anche se con meno rapidità.
E se lasciata fluire senza limiti può infiltrarsi e creare danni, o può far affogare.
Avrete notato che manca la Luce.
Devo ancora trovarla, infatti...
Avrete notato che manca la Luce.
Devo ancora trovarla, infatti...
(ok, dopo questo post sono giunta ad una conclusione: guardare troppi shounen basati sugli elementi fa male!)
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domenica 6 gennaio 2013
Che palle, le gerarchie!
Mi è più facile parlare di ruoli che di gerarchie.
L' idea di stilare una Hitlist poly, oltre a suonarmi superficiale e offensivo nei loro confronti, mi sembra non rendere giustizia al mio modo di vedere le relazioni.
Abbiamo parlato già di scale mobili relazionali e di come il partner abbia una posizione assolutizzante e totalizzante all' interno del rapporto monogamo classico.
Molti poli propongono una struttura alternativa per le proprie relazioni, che è quella della distinzione tra partner primario e secondario. Alcuni per motivi pratici, altri perché sono convinti di poter fare sesso con molte più persone di quante ne possono amare (che secondo me già non è più “poliamore”, ma vabbeh, ognuno ha la sua definizione di poliamore, e il mondo è bello perché è vario...)
A me suona bruttissima la distinzione tra primario e secondario, non solo perché mi dà l'idea che ci sia sempre qualche partner più sacrificabile di altri, ma anche perché mi dà l' idea che ci sia una persona più importante a cui sento che dovrei/vorrei dedicarmi maggiormente al posto di suddetti secondari, e che ha priorità su tutto il resto. Ma forse dovrei parlarne in un post a parte.
il mio problema (o la mia fortuna) è non esser mai vissuta in un ambiente dove ci fossero gerarchie molto ben definite.
Mio padre non è mai stato il classico capofamiglia autoritario, era più che altro un inventore un po' svampito e dotato di un forte senso dell'umorismo, mentre mia madre, pur essendo molto solida e di carattere, ha sempre preferito sfinirci di prediche che menar le mani o punirci. Insomma, non posso dire che nessuno dei miei genitori “portasse” propriamente “i pantaloni”, come si dice (grazie a dio).
Anzi, il più bacchettone, in famiglia, è sempre stato mio fratello. Fin da piccolo.
Era uno spasso vedere lui, bambino, rimproverare severamente loro, adulti, per acquisti errati o altre azioni che competono un genitore!
Insomma, non c'è mai stato nessuno al comando, e il timone lo tenevano un po' tutti, insieme o a turno.
Questo non vuol dire che non assegni ruoli molto specifici ai miei partner.
Solo che invece di posizionarli su un podio, cerco di metterli tutti allo stesso livello di importanza.
Preferisco un posizionamento orizzontale più che verticale, ed in fatto di rapporti, più che per priorità, ragiono per ruoli e per competenze, perché lo trovo più funzionale e utile.
Visto che cerco sempre di organizzarmi dal punto di vista pratico, ogni volta che conosco qualcuno, cerco di capire che "utilità" questa persona avrà nella mia vita. Non nel senso di "come potrò sfruttarlo", ovviamente, ma nel senso di "cosa possiamo imparare l' uno dall' altro, come possiamo condividere la nostra esperienza e le nostre capacità".
Come dicevo nel post in cui paragonavo le relazioni poli a un party di un gioco di ruolo, ognuno ha abilità differenti, le quali, combinate insieme, ci permettono di affrontare le difficoltà che ci si parano davanti.
In ogni paragone che mi viene fatto sulle relazioni poli, c'è sempre qualche discrepanza:
Non posso paragonarci a un gruppo musicale, a una squadra o ai personaggi di un libro, perché c'è sempre un frontman, un capitano, un protagonista, insomma tutti gli altri personaggi, per quanto essenziali dal punto di vista tecnico, non spiccano altrettanto e non vengono catturati dai media allo stesso modo. La nostra società è tutta strutturata così, porta a voler essere il più popolare, il primo della classe, a voler eccellere sugli altri in un' unica cosa, piuttosto che a unire le forze per un obiettivo comune, a volersi uniformare, piuttosto che a valorizzare le proprie differenze.
E questo l'ho sempre trovato difficile da digerire.
In qualsiasi ambito.
Mi infastidiscono sia figura del leader o del personaggio carismatico, sia il fatto che ai personaggi secondari vengano dati ruoli, appunto, minori. Come se fossero esseri di serie B.
Per questo adoro le raccolte di racconti o i romanzi corali, o quelle serie in cui si alternano scene con i diversi protagonisti, e in cui si riesce a dare a tutti la stessa importanza.
Se mai prenderà piede una narrativa poli, io spero che la molteplicità delle relazioni venga resa così: tenendo conto della storia e del punto di vista di ogni singolo protagonista.
Vorrei che ogni persona si sentisse protagonista della propria storia, centro del proprio microcosmo, e venisse riconosciuta tale anche dagli altri.
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